Il 28 novembre 2025 ha concentrato una mobilitazione nazionale che ha interessato merci, infrastrutture e servizi collegati. Per l’autotrasporto, la giornata non ha riguardato soltanto l’adesione dei lavoratori: ha inciso su ritiri, finestre di consegna, disponibilità dei piazzali e circolazione verso porti, aeroporti e centri distributivi.
- Lo sciopero generale è stato proclamato da numerose sigle sindacali di base contro la Legge di Bilancio 2026, con rivendicazioni su salari, orario e sicurezza.
- La mobilitazione ha coinvolto la logistica, il trasporto merci, i magazzini, i porti, il comparto autostradale, il ferroviario e l’aereo.
- Il personale autostradale ha previsto l’astensione tra le 22.00 del 27 novembre e le 22.00 del 28 novembre 2025.
- Il servizio ferroviario ha registrato l’agitazione dalle 21.00 del 27 novembre alle 21.00 del 28 novembre, con effetti anche sulle catene intermodali.
- La data coincideva con il Black Friday, quindi con una fase di forte pressione su e-commerce, distribuzione urbana e magazzini di smistamento.
Sciopero generale del 28 novembre 2025 e blocco nazionale della logistica
Il blocco nazionale del 28 novembre 2025 è stato annunciato come sciopero generale di 24 ore in numerosi comparti pubblici e privati. Nel trasporto merci la questione pratica era chiara già nei giorni precedenti: un viaggio poteva risultare regolare sul piano dei tempi di guida, ma diventare inutilizzabile per l’assenza di personale al magazzino, per una barriera autostradale rallentata o per un terminal portuale con operatività ridotta.
La mobilitazione è stata sostenuta, tra gli altri, da Cub, Usb, Cobas, Adl-Cobas, Clap, Sial-Cobas, Sgb, Si-Cobas, Flai Trasporti e Servizi, Fisi, Usi e Usi-Cit. La fonte di riferimento per il quadro dell’agitazione era il materiale divulgato dalle organizzazioni promotrici e i prospetti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti disponibili il 18 novembre 2025. Le adesioni potevano variare per territorio, azienda, appalto e servizio.
Le richieste comprendevano aumenti retributivi, salario minimo indicato dalle sigle in 12 euro lordi all’ora, riduzione dell’orario e maggiori finanziamenti ai servizi pubblici. Nella filiera della movimentazione merci, Usb Logistica ha indicato anche l’obiettivo di retribuzioni pari ad almeno 2.000 euro netti mensili. Si trattava di una piattaforma sindacale, non di un nuovo minimo contrattuale entrato in vigore.
Per una piccola impresa di trasporto, la lettura corretta non era “i camion si fermano tutti”. L’effetto reale dipendeva dai nodi della catena. Un mezzo poteva uscire dal deposito, percorrere l’autostrada e arrivare davanti a un hub senza trovare il personale necessario alla presa in consegna. In quella situazione, la sosta non programmata consumava ore di disponibilità del conducente, carburante per i servizi di bordo e margine sulla tratta.
La data cadeva durante il Black Friday. Questo dettaglio pesava più di molti comunicati. Nei giorni di picco commerciale, ogni ritardo nel cross-docking può propagarsi su più giri di distribuzione. Un bilico in ritardo sul trasferimento notturno non blocca soltanto una consegna: può lasciare fermi furgoni, addetti alla preparazione e baie di carico nella mattina successiva.
Le imprese dovevano quindi distinguere fra la libertà individuale di aderire alla protesta e l’organizzazione contrattuale del servizio. I vettori non potevano promettere orari di scarico che il committente non aveva confermato. I committenti, nello stesso modo, dovevano ricevere un’informazione tracciabile sulla possibile indisponibilità di autisti, magazzini o slot di terminal.
Nel confronto con le altre vertenze del settore, resta utile leggere anche il caso in cui Unatras ha annullato lo sciopero merci. Le sigle, le piattaforme e il perimetro dei servizi possono essere diversi. Per questo un titolo sullo sciopero non basta mai a decidere se spedire, rinviare o predisporre una consegna alternativa.
Il dato operativo del 28 novembre 2025 non era l’annuncio in sé. Era la verifica puntuale di chi avrebbe aperto il varco, ricevuto la merce, lavorato la pedana e autorizzato l’uscita del mezzo.
Trasporti merci, magazzini e consegne durante lo sciopero della logistica
La logistica è stata uno dei comparti con la maggiore esposizione ai disservizi del 28 novembre 2025. Il trasporto stradale dipende da una sequenza precisa: ordine, preparazione, carico, viaggio, accesso al sito, scarico, prova di consegna e ritorno del mezzo. Se si ferma anche un solo passaggio, il camion può restare disponibile ma improduttivo.
Le assemblee organizzate nell’area lombarda hanno richiamato l’attenzione sui magazzini, sui corrieri e sui lavoratori in appalto. Lombardia significa piattaforme della grande distribuzione, e-commerce, farmaceutica, moda, componentistica e alimentare. In un territorio simile, l’effetto non resta dentro il singolo capannone. Si trasferisce alle aree di sosta, alla viabilità industriale e ai tempi di attesa dei veicoli in arrivo.
Le imprese di autotrasporto dovevano lavorare sui dati disponibili alla vigilia. La prima verifica era l’elenco dei carichi con consegna fissata tra il pomeriggio del 27 novembre e la mattina del 29 novembre. La seconda riguardava i siti con personale di ricevimento esternalizzato. La terza era il contatto con il committente per definire se lo slot sarebbe rimasto attivo.
Come gestire ritiri e consegne con finestre di carico incerte
Un ordine con una finestra dalle 8.00 alle 10.00 non equivale a una garanzia di scarico. Durante uno sciopero generale, il vettore deve chiedere una conferma scritta dell’operatività del sito. Una telefonata può servire per accelerare, ma non sostituisce una mail, un messaggio sulla piattaforma di prenotazione o un aggiornamento registrato nel gestionale.
La documentazione serve anche per delimitare le responsabilità. Il conducente non deve restare davanti a un cancello chiuso senza istruzioni. Deve comunicare l’arrivo, registrare l’attesa secondo le procedure aziendali e ricevere una disposizione sulla prosecuzione del viaggio, sull’eventuale sosta o sul rientro. La pianificazione deve rispettare il regolamento CE 561/2006, anche quando la giornata è alterata da un blocco del sito logistico.
- Controllate per iscritto l’apertura di magazzini, piattaforme e punti di consegna prima di avviare il mezzo.
- Verificate se l’ordine può essere ritirato o consegnato il 27 novembre oppure rinviato al 29 novembre.
- Trasmettete al conducente recapiti reali del referente di piazzale e dell’ufficio traffico.
- Annotate l’orario di arrivo, l’orario di rifiuto o di attesa e l’eventuale disposizione ricevuta dal committente.
- Tenete separati i costi di fermo, i chilometri a vuoto e le ore di lavoro straordinario causate dall’interruzione.
Questi passaggi valgono soprattutto per chi lavora con margini stretti. Un padroncino che percorre 180 chilometri per un ritiro annullato non perde soltanto la tratta. Può perdere anche il secondo carico previsto nella stessa giornata e compromettere il riposo programmato del conducente. La tariffa concordata va riletta insieme alle condizioni di attesa e alle istruzioni ricevute dal committente.
La disciplina applicabile a un rapporto concreto dipende dal contratto di trasporto, dagli accordi quadro e dalle circostanze documentate. Per contestazioni su penali, tempi di attesa o pagamento del fermo tecnico, è corretto coinvolgere il consulente legale dell’impresa o le associazioni di categoria come FAI, CNA-Fita e Confartigianato Trasporti. Un chiarimento preventivo costa meno di una fattura respinta dopo settimane.
Il tema della filiera non riguarda soltanto chi guida. L’approfondimento sulla funzione del trasporto merci come servizio di interesse collettivo aiuta a capire perché un rallentamento dei magazzini diventa rapidamente un problema per negozi, ospedali, imprese manifatturiere e cittadini.
Nel 2026, guardando a quella giornata, il punto che resta utile è questo: lo sciopero non si gestisce con una previsione generica, ma con la conferma di ogni singolo nodo contrattuale e operativo.
Autostrade e autotrasporto nel blocco nazionale del 28 novembre 2025
Il personale autostradale aveva annunciato l’astensione dalle 22.00 di giovedì 27 novembre alle 22.00 di venerdì 28 novembre 2025. L’orario di 24 ore è stato indicato nelle comunicazioni relative alla mobilitazione. Il perimetro riguardava attività di manutenzione e assistenza lungo la rete, con possibili ricadute sui caselli, sui servizi operativi e sulla gestione di eventi stradali.
Per chi era al volante, il problema non coincideva con un divieto di circolazione generalizzato. Un camion poteva circolare, salvo le regole ordinarie e le ordinanze locali, ma poteva incontrare rallentamenti o tempi di risposta diversi in presenza di un guasto, di un incidente o di una barriera congestionata. Sulle dorsali Nord-Sud, dove viaggiano agroalimentare, componenti industriali e collettame, anche una coda limitata modifica la sequenza di carichi prevista dall’ufficio traffico.
Un controllo pratico doveva partire dal cronotachigrafo. Il regolamento CE 561/2006 fissa in 9 ore il limite giornaliero ordinario di guida, estendibile a 10 ore non più di due volte nella settimana. Fissa inoltre una pausa di almeno 45 minuti dopo quattro ore e mezza di guida. Lo sciopero o la coda non cancellano automaticamente questi limiti.
L’articolo 12 del regolamento CE 561/2006 consente, in circostanze eccezionali, di derogare nella misura necessaria per raggiungere un luogo di sosta adeguato e sicuro o la destinazione, purché la sicurezza stradale non sia compromessa. Non è una licenza per recuperare un ritardo commerciale. Il conducente deve indicare manualmente il motivo della deviazione dalle regole sulla stampa o sul foglio di registrazione, al più tardi all’arrivo nel luogo di sosta idoneo.
| Situazione prevista il 28 novembre 2025 | Impatto possibile sul veicolo | Verifica pratica prima della partenza |
|---|---|---|
| Astensione del personale autostradale dalle 22.00 del 27 alle 22.00 del 28 novembre | Code ai caselli e tempi più lunghi per assistenza o gestione eventi | Controllare bollettini del concessionario e margine residuo di guida |
| Magazzino con operatività ridotta | Attesa al varco, mancato scarico, ritorno a vuoto | Richiedere conferma scritta dello slot e contatto del responsabile piazzale |
| Traffico diretto verso porto o aeroporto | Perdita della finestra di accettazione della merce | Verificare cut-off, prenotazione e alternativa di sosta sicura |
| Ritardo nella tratta lunga | Rischio di superare tempi di guida o turno programmato | Riprogrammare il viaggio senza usare la deroga come prassi ordinaria |
Il caso di terreno più frequente in giornate simili è il mezzo già carico che perde l’accesso programmato al terminal. La soluzione non è chiedere al conducente di “tirare avanti” per recuperare. Serve stabilire un nuovo punto di sosta, verificare l’orario di accettazione aggiornato e avvisare subito il destinatario. Il rispetto delle ore di riposo resta prioritario anche quando il committente sollecita la consegna.
Per le tratte con merce deperibile, temperatura controllata o componenti destinati a una linea produttiva, la pianificazione doveva prevedere un margine superiore al normale. Il margine non è un chilometro calcolato a tavolino. È un tempo reale per l’ingresso, l’attesa, il controllo documentale, il rifornimento e la ricerca di un parcheggio quando la giornata si sposta in avanti.
Chi doveva svolgere trasporti internazionali doveva inoltre allineare le istruzioni italiane con quelle del paese di destinazione. Una consegna programmata oltre Brennero o verso la Francia non si risolveva cambiando soltanto l’orario di partenza. Servivano conferme sulle aperture del ricevitore, sugli slot e sulle eventuali limitazioni locali.
La lezione operativa è semplice: un mezzo fermo in coda resta soggetto alle regole di guida, al contratto di trasporto e ai tempi reali della strada.
Porti, ferrovia e cargo aereo nello sciopero dei trasporti di novembre 2025
Lo sciopero ha interessato anche i nodi che collegano la strada alle altre modalità. Il trasporto intermodale non è una scorciatoia contro il fermo. Se un terminal ferroviario, un porto o una cargo city rallenta, l’autotrasporto riceve l’effetto a valle sotto forma di attese, container indisponibili, cancelli congestionati e finestre di restituzione mancate.
Nei porti, l’attenzione si è concentrata su Genova, Trieste, Livorno e Civitavecchia. Il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali, attivo nell’area Usb, aveva richiamato presidi e mobilitazioni già svolti nei mesi precedenti. Il 28 novembre era stata annunciata una partecipazione coordinata anche con altri scali del Mediterraneo. Per un vettore che lavora con container, questo significava controllare non solo la nave, ma anche l’operatività del terminal, il gate-in e il ritiro del vuoto.
Nel settore marittimo, le comunicazioni distinguevano fra collegamenti con isole minori, per i quali era prevista l’astensione dalle 00.01 alle 23.59 del 28 novembre, e alcune partenze iniziali per le isole maggiori. Il dato richiedeva prudenza nei trasporti diretti a Sardegna e Sicilia. Un semirimorchio imbarcato in ritardo può perdere la coincidenza e spostare di un giorno l’intera distribuzione locale.
Ferrovia e aeroporti hanno amplificato i ritardi della catena merci
Il comparto ferroviario ha avuto una fascia di sciopero dalle 21.00 del 27 novembre alle 21.00 del 28 novembre 2025. Le comunicazioni di settore segnalavano possibili cancellazioni e variazioni per regionali, Intercity e Alta Velocità. Anche se questi servizi sono passeggeri, l’effetto sulla mobilità del personale e sulle coincidenze può riflettersi su piazzali, magazzini e turni. Per il cargo ferroviario conta poi la disponibilità effettiva di locomotori, manovre e terminal.
Nel trasporto aereo, la mobilitazione di 24 ore coinvolgeva equipaggi, personale aeroportuale e addetti all’handling. La cargo city di Milano Malpensa era uno dei punti da monitorare per le merci urgenti e ad alto valore. Nei servizi aerei non basta sapere che il volo parte. Bisogna accertare che la merce possa essere accettata, sottoposta ai controlli di sicurezza, movimentata in magazzino e caricata entro il cut-off fissato dal vettore.
Una spedizione aerea con partenza persa non sempre può essere trasferita sul primo volo utile. Dipende dalla capacità residua, dalla priorità della merce, dai documenti doganali e dalle restrizioni applicabili. Per le imprese che movimentano farmaci, ricambi urgenti o prodotti sensibili alla temperatura, l’alternativa doveva essere concordata prima dell’ingresso della merce in aeroporto.
Nel 2025 la differenza fra il camion completo e il collettame è stata particolarmente evidente. Un carico completo può essere riprogrammato con un solo interlocutore, se il destinatario collabora. Il collettame passa invece per una rete di filiali e line-haul. Un’interruzione in un hub può compromettere decine di spedizioni, ciascuna con un destinatario e una prova di consegna distinta.
La responsabilità vettoriale merita una gestione documentale rigorosa nelle giornate di agitazione. Il riferimento operativo può essere approfondito leggendo l’analisi su sciopero e responsabilità del vettore. La valutazione di un singolo danno, di una richiesta risarcitoria o di una clausola contrattuale resta materia da sottoporre al legale incaricato o all’associazione di categoria.
Porti, ferrovia e aeroporti insegnano la stessa regola: la merce non è arrivata quando il camion raggiunge il cancello, ma quando l’intero nodo ha preso in carico il passaggio successivo.
Lavoratori, manifestazione del 29 novembre e continuità della filiera
La mobilitazione del 28 novembre 2025 è proseguita con una manifestazione nazionale a Roma il 29 novembre 2025, promossa dalle organizzazioni sindacali di base. La sequenza delle due giornate era collegata alla contestazione della Legge di Bilancio 2026. Per le aziende del settore, la seconda data poteva incidere sugli spostamenti di personale e sui tempi di rientro, anche dopo la fine formale dell’astensione nei servizi.
Nel dibattito sul trasporto merci, la parola solidarietà viene usata spesso in modo astratto. In una filiera concreta significa invece conoscere il lavoro dell’altro. L’autista dipende da chi prepara i pallet corretti. L’addetto di magazzino dipende da un mezzo che arrivi nella finestra prevista. Il responsabile traffico dipende da informazioni affidabili su assenze, ritardi e capacità residua. Quando una di queste informazioni manca, il danno ricade di solito sull’ultimo anello disponibile.
Le richieste di sicurezza nei siti di movimentazione richiamate dalle sigle avevano una ricaduta pratica. Durante i picchi, il rischio aumenta quando si accelerano manovre, carichi e attraversamenti pedonali. Uno sciopero non autorizza scorciatoie nelle procedure di accesso. Se il piazzale lavora con organico ridotto, servono ancora più attenzione alle separazioni fra pedoni e mezzi, all’uso dei dispositivi previsti e al rispetto delle regole del sito.
La pianificazione successiva a un fermo deve partire dal carico rimasto indietro. Non è prudente riversare il 29 novembre tutti i ritiri saltati il giorno prima sui medesimi veicoli e sugli stessi autisti. Il regolamento CE 561/2006 continua ad applicarsi. Anche la manutenzione programmata, la disponibilità degli automezzi e i turni del personale di magazzino hanno limiti fisici e organizzativi.
Un ufficio traffico ordinato separa le spedizioni in tre gruppi. Nel primo rientrano le merci con data di consegna rigida e danno dimostrabile da ritardo. Nel secondo ci sono le consegne rinviabili con accordo del cliente. Nel terzo finiscono i ritiri non confermati, che non devono generare chilometri a vuoto. Questa distinzione consente di assegnare i mezzi senza trasformare il recupero in una corsa contro il cronotachigrafo.
Le imprese che lavorano con appalti logistici devono poi controllare le istruzioni inviate dalla committenza e quelle ricevute dai sub-vettori. Ogni variazione di viaggio dovrebbe lasciare una traccia verificabile. Non serve accumulare messaggi inutili. Serve avere l’orario della modifica, il soggetto che l’ha disposta e il nuovo appuntamento concordato.
Chi impiega lavoratori dipendenti deve gestire adesioni, assenze, turnazione e comunicazioni applicando il contratto collettivo e le regole interne dell’azienda. Per gli aspetti individuali di rapporto di lavoro, trattenute o contestazioni disciplinari, il riferimento è il consulente del lavoro. Un responsabile operativo non deve improvvisare interpretazioni su materie che possono produrre contenzioso.
Nel 2026, la giornata del 28 novembre resta utile come caso di organizzazione della filiera. La preparazione non consiste nel prevedere ogni disservizio. Consiste nel sapere chi decide, quali documenti servono e quale margine resta prima che un ritardo ordinario diventi un costo fuori controllo.
Quali settori sono stati coinvolti dallo sciopero del 28 novembre 2025?
La mobilitazione ha riguardato trasporti, logistica, magazzini, porti, autostrade, ferrovie, aeroporti e attività collegate. L’adesione concreta poteva cambiare in base alla sigla sindacale, al territorio, al datore di lavoro e al servizio svolto.
Il camion poteva circolare durante il blocco nazionale?
Non si trattava di un divieto generale di circolazione per i mezzi pesanti. Restavano però possibili rallentamenti ai caselli, nei piazzali e nei nodi logistici. Tempi di guida e di riposo previsti dal regolamento CE 561/2006 continuavano ad applicarsi.
Qual era l’orario dello sciopero del personale autostradale?
Le comunicazioni relative all’agitazione indicavano l’astensione dalle 22.00 del 27 novembre 2025 alle 22.00 del 28 novembre 2025, con possibili effetti su manutenzione e assistenza lungo la rete.
Come doveva agire un vettore davanti a un magazzino chiuso per sciopero?
Doveva informare il committente, registrare arrivo e attesa secondo le procedure aziendali, chiedere una disposizione tracciabile e verificare che la nuova pianificazione rispettasse tempi di guida, riposi e condizioni contrattuali. Per controversie su penali o danni serve il supporto di un legale o dell’associazione di categoria.