Il ponte tra il 25 aprile e il 3 maggio 2026 concentra quattro finestre di stop per una parte rilevante dell’autotrasporto. Per chi consegna a data fissa, il problema non è soltanto il fermo del mezzo. Ci sono magazzini da presidiare, slot di scarico da riprogrammare e tempi di guida da tenere puliti sul cronotachigrafo. Il calendario pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 30 dicembre 2025 stabilisce le fasce da rispettare fuori dai centri abitati.
In breve
- I veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate non possono circolare sabato 25 aprile, domenica 26 aprile, venerdì 1° maggio e domenica 3 maggio, dalle 9.00 alle 22.00.
- Sabato 2 maggio non è previsto un blocco ordinario nazionale per i mezzi pesanti.
- Il provvedimento riguarda la circolazione fuori dai centri abitati e non sostituisce eventuali limitazioni locali, cantieri o ordinanze di concessionari e prefetture.
- Anas ha stimato circa 95 milioni di veicoli sulla propria rete nel ponte, con aumenti marcati dal 30 aprile e durante il rientro del 3 maggio.
- Le deroghe esistono, ma vanno lette nell’allegato al decreto MIT e documentate a bordo prima della partenza.
Divieti di circolazione camion il 25 aprile e il 1° maggio 2026
Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti firmato il 30 dicembre 2025 fissa il calendario nazionale dei divieti di circolazione per l’anno 2026. La regola interessa i veicoli destinati al trasporto di cose con massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 tonnellate. Il campo di applicazione è quello delle strade extraurbane. Dentro i centri abitati restano invece valide le discipline locali, comprese ZTL, limitazioni ambientali e ordinanze comunali.
Nel ponte primaverile la prima fermata cade sabato 25 aprile, Festa della Liberazione. Lo stop parte alle 9.00 e termina alle 22.00. Il giorno successivo, domenica 26 aprile, si applica la stessa fascia. Il calendario crea quindi una sosta di due giorni consecutivi nelle ore diurne, con una finestra notturna tra le 22.00 e le 9.00 che non va trattata come una scorciatoia organizzativa.
Un veicolo fermo fino alle 22.00 di sabato non può semplicemente ripartire per molte centinaia di chilometri senza prima verificare i tempi di guida, la disponibilità di parcheggio e l’orario di carico del lunedì. Il regolamento CE 561/2006 continua ad applicarsi durante la pianificazione del fermo. Il divieto nazionale non sospende le regole su pause, riposi giornalieri e riposi settimanali.
La seconda festività cade venerdì 1° maggio. Anche in questo caso il blocco va dalle 9.00 alle 22.00. Sabato 2 maggio, secondo il calendario ordinario del MIT, la circolazione dei veicoli pesanti torna libera. Domenica 3 maggio si riprende però con il consueto divieto festivo dalle 9.00 alle 22.00. Il ponte non è quindi un singolo stop, ma una sequenza da progettare tra un deposito, un piazzale cliente e un’area di sosta idonea.
| Data | Giorno | Orari dei divieti | Situazione operativa |
|---|---|---|---|
| 25 aprile 2026 | Sabato | 9.00-22.00 | Festa della Liberazione, fermo nazionale fuori dai centri abitati. |
| 26 aprile 2026 | Domenica | 9.00-22.00 | Secondo giorno consecutivo di limitazione. |
| 1° maggio 2026 | Venerdì | 9.00-22.00 | Festa dei Lavoratori, fermo nazionale fuori dai centri abitati. |
| 2 maggio 2026 | Sabato | Nessun divieto ordinario nazionale | Verificare sempre ordinanze locali e condizioni della rete. |
| 3 maggio 2026 | Domenica | 9.00-22.00 | Divieto domenicale ordinario. |
La fonte da conservare in azienda è il calendario ufficiale MIT, non una schermata inoltrata in chat. Le date possono essere lette anche confrontando lo storico dei divieti camion dell’anno precedente, ma il documento che conta per il viaggio è sempre quello vigente. Le restrizioni cambiano per data, fascia oraria e tipologia di merce trasportata.
In strada capita spesso che il problema nasca da una lettura incompleta. Si ricorda la domenica, ma si trascura il sabato festivo. Si pianifica l’arrivo al casello alle 21.45, senza considerare che il veicolo deve essere già fuori dalla sede stradale soggetta a stop alle 22.00. Una pianificazione seria fissa il punto di sosta con margine, non al minuto.
Le imprese che lavorano con distribuzione alimentare, collettame e filiere industriali devono comunicare il piano ai committenti prima del ponte. Il cliente che pretende una consegna il 1° maggio alle 15.00 deve sapere che il mezzo sopra 7,5 tonnellate non può muoversi in quella fascia, salvo una deroga effettivamente applicabile. La promessa commerciale non modifica il decreto.

Quali camion rientrano nelle restrizioni di circolazione del ponte
La soglia da controllare è la massa complessiva massima autorizzata riportata nei documenti del veicolo. Il calendario MIT 2026 riguarda i mezzi adibiti al trasporto di cose con massa superiore a 7,5 tonnellate. Non conta il fatto che il camion sia vuoto, parzialmente carico o diretto al rientro in sede. Un trattore stradale senza semirimorchio, se rientra nella categoria prevista dal decreto, non diventa libero di circolare soltanto perché non trasporta merce.
Il punto va chiarito prima di affidare il viaggio. Nella pratica di piazzale, la frase “è scarico, può andare” porta a errori costosi. Il divieto si collega alla tipologia e alla massa autorizzata del veicolo, non al peso effettivo rilevato quel giorno. Anche il trasferimento verso un’officina o verso il deposito va verificato alla luce del provvedimento e delle deroghe previste.
Esistono veicoli e trasporti esclusi dal campo del divieto oppure ammessi in deroga. Il decreto MIT contiene elenchi puntuali. La deroga non si presume e non si costruisce a voce con il cliente. Deve essere riconducibile a una delle fattispecie previste e deve poter essere dimostrata durante un controllo di Polizia Stradale, Carabinieri o altri organi competenti.
Documenti da tenere disponibili quando si circola in deroga
Il documento di trasporto non è un accessorio. Serve a dimostrare la natura della merce, il luogo di origine, la destinazione e la coerenza del viaggio. Quando il decreto richiede attestazioni aggiuntive, queste devono essere compilate prima della partenza. Un foglio prodotto dopo il controllo non sistema una posizione già contestata.
- Portate a bordo la carta di circolazione e i documenti del complesso veicolare, leggibili e aggiornati.
- Conservate il DDT, la lettera di vettura o il documento equivalente che identifichi merce e destinazione.
- Allegate l’eventuale attestazione del committente prevista per la specifica categoria di trasporto ammessa.
- Verificate che targa, data, percorso e orario siano compatibili con quanto dichiarato.
- Tenete disponibili i dati del responsabile aziendale in grado di confermare il servizio durante il controllo.
Le categorie tradizionalmente disciplinate comprendono, con condizioni diverse, alcuni trasporti di prodotti deperibili, merci indispensabili a servizi pubblici, animali vivi, latte e forniture legate a determinate necessità produttive. Il dettaglio non va riassunto con formule generiche, perché una categoria merceologica può avere requisiti, limiti territoriali o documenti differenti. Leggete l’allegato del decreto 2026 voce per voce.
Un caso ricorrente visto nei corsi CQC riguarda il mezzo che esce dal magazzino con merci miste. Se una parte del carico rientra in una possibile esenzione e il resto è collettame ordinario, la presenza della prima merce non trasforma automaticamente l’intero trasporto in un viaggio autorizzato. La verifica deve riguardare il carico reale, il rapporto con la deroga e la documentazione. Su situazioni controverse conviene sentire l’associazione di categoria, come FAI, CNA-Fita o Confartigianato Trasporti, prima di mettere in moto.
Il calendario dei divieti è nazionale, ma non elimina altre limitazioni. Una galleria con prescrizioni, una strada con massa ridotta, un’ordinanza per manifestazioni locali o un accesso portuale regolato da fasce orarie restano validi. Chi viaggia verso Genova deve valutare anche le informazioni sulle infrastrutture, come quelle relative al viadotto di Genova Pra’ e ai collegamenti portuali, senza confondere una riapertura o un cantiere con un’esenzione dal fermo festivo.
Le sanzioni per la violazione del divieto derivano dall’articolo 6 del Codice della strada, con importi aggiornati periodicamente. Prima di programmare un servizio, controllate il testo vigente e il decreto MIT applicabile. Per contestazioni, ricorsi o interpretazioni che incidono su un contratto di trasporto, la sede corretta è il consulente legale o l’associazione di categoria. In cabina serve invece una regola semplice: se la deroga non è certa, scritta e documentabile, il mezzo resta fermo.
Orari dei divieti e tempi di guida durante il fermo dei mezzi pesanti
Gli orari 9.00-22.00 sono il centro della pianificazione, ma non esauriscono il lavoro del responsabile traffico e dell’autista. Nei giorni del 25 e 26 aprile, del 1° e del 3 maggio, il camion deve essere collocato in un’area dove possa restare senza creare pericolo, intralcio o violazioni locali. Lasciare il semirimorchio in una zona industriale non autorizzata perché “tanto il mezzo è fermo” può aprire un problema separato dal divieto nazionale.
Il regolamento CE 561/2006 disciplina tempi di guida, interruzioni e riposi. Il limite giornaliero ordinario di guida è di 9 ore, estendibile a 10 ore non più di due volte nella settimana. Dopo 4 ore e 30 minuti di guida bisogna effettuare un’interruzione di almeno 45 minuti, salvo frazionamento conforme. Il riposo giornaliero regolare è di almeno 11 ore, con possibilità di riduzione nei limiti del regolamento.
Il fermo festivo può aiutare a collocare un riposo, ma soltanto se la registrazione tachigrafica e la sequenza dei periodi lo rendono corretto. Non basta sommare le ore sulla carta. Bisogna guardare l’ultima attività, il momento di arrivo nell’area di sosta, l’eventuale lavoro diverso dalla guida e la ripartenza successiva. Una sosta davanti al cancello, con scarico da seguire o istruzioni operative da gestire, non va classificata automaticamente come riposo.
Come preparare la partenza prima dello stop delle 9.00
Il rischio tipico è la consegna fissata poco prima dell’inizio del blocco. Se il magazzino ritarda lo scarico di quaranta minuti, il mezzo può rimanere bloccato fuori programma su una viabilità inadatta. Il piano deve prevedere un’alternativa concreta, non il solo numero telefonico del cliente. Un’area di servizio con posti camion, un parcheggio custodito o il rientro in sede vanno scelti prima.
Nel tratto tra venerdì 24 e sabato 25 aprile, una tratta lunga può essere spezzata in modo da far terminare la guida con margine. L’autista deve ricevere indicazioni scritte su luogo di fermata, recapito operativo e prossima finestra utile. Il personale di traffico deve verificare gli slot di carico del lunedì 27 aprile, perché la doppia limitazione del weekend sposta inevitabilmente richieste e arrivi.
Un controllo eseguito la notte sulla A22 insegna una lezione pratica che vale ogni anno. Il cronotachigrafo non legge le intenzioni dell’azienda. Registra attività, disponibilità, pausa e riposo. Se il conducente viene fatto ripartire alle 22.00 dopo una giornata mal gestita, l’ispettore ricostruisce i dati minuto per minuto. La fretta del committente resta fuori dalla stampa tachigrafica.
Le istruzioni operative possono essere organizzate in una sequenza breve. Prima si calcola l’orario realistico di arrivo al punto di fermo. Poi si verifica il residuo di guida e il riposo necessario. Infine si controlla se il veicolo potrà uscire dall’area nella prima fascia libera senza superare i limiti di guida. Questa procedura evita di trasformare una festività in una serie di deroghe improvvisate.
Una particolare attenzione va data al riposo settimanale. Il regolamento europeo distingue riposo settimanale regolare e ridotto, stabilisce i tempi entro cui iniziarli e disciplina le compensazioni. La collocazione del ponte nel calendario non autorizza spostamenti arbitrari. Quando la settimana precedente è già stata impegnativa, il responsabile deve controllare le registrazioni prima di assegnare il viaggio. Per dubbi su rapporto di lavoro, indennità o organizzazione contrattuale dei turni, il riferimento è il consulente del lavoro.
La circolazione libera dalle 22.00 non significa capacità logistica immediata. I parcheggi possono essere pieni e molti clienti possono restare chiusi. Il dato utile non è l’ora in cui il divieto finisce, ma l’ora in cui il mezzo può ripartire legalmente, guidare entro i limiti e trovare un’attività effettivamente aperta all’arrivo.
Traffico del ponte di aprile e maggio sulle principali direttrici italiane
Le restrizioni vengono applicate in giorni scelti per separare, per quanto possibile, il traffico pesante dai flussi turistici e dai rientri festivi. Nel ponte 2026 Anas ha previsto circa 95 milioni di transiti sulla rete stradale e autostradale di propria competenza. Il dato è stato comunicato il 23 aprile 2026 insieme al piano di sorveglianza, che impiega 2.500 risorse in turnazione e una Sala Situazioni Nazionale attiva ventiquattro ore su ventiquattro.
Secondo la previsione Anas, il 23 e il 24 aprile il traffico aumenta del 6% rispetto alla media. Il 25 aprile è atteso un calo dell’11%, coerente con il divieto e con la distribuzione delle partenze turistiche. Dal 30 aprile è previsto un nuovo aumento del 6%, con punte del 10% nel Centro e nel Sud e fino al 13% in Sicilia e Sardegna. Domenica 3 maggio, durante il rientro, la crescita stimata è dell’8%.
Questi numeri non servono per fare previsioni da ufficio. Servono per decidere dove lasciare il camion e quale margine inserire nell’orario di scarico. Una tratta con 30 minuti di buffer in un giorno ordinario può richiedere due ore aggiuntive quando un incidente minore, un pieno carburante e una barriera affollata si sommano nello stesso pomeriggio.
Direttrici da seguire con attenzione nel ponte
Anas ha segnalato particolare pressione sull’A2 Autostrada del Mediterraneo, sull’A19 Palermo-Catania, sulla strada statale 16 Adriatica, sulla statale 6 Appia, sulla statale 106 Jonica e sulla statale 18 Tirrenia Inferiore. Non significa che ogni altra direttrice sia libera. Significa che su queste arterie la pianificazione deve includere più margine e aggiornamenti continui dalla centrale operativa.
Sulla dorsale adriatica è arrivata anche una notizia utile. Autostrade per l’Italia ha comunicato alle 2.30 del 23 aprile 2026 il ripristino della piena viabilità dell’A14 Bologna-Taranto fra Vasto Sud e Termoli, con due corsie per senso di marcia. Il tratto era stato condizionato dal movimento franoso di Petacciato verificatosi dopo Pasqua. La riapertura riduce un collo di bottiglia, ma non elimina la necessità di controllare traffico, cantieri e pannelli a messaggio variabile prima dell’impegno della tratta.
Un percorso riaperto non recupera automaticamente le ore perse nella settimana precedente. I sistemi di navigazione possono suggerire deviazioni su viabilità secondaria che non è adatta a un autoarticolato, presenta limiti di massa o attraversa centri abitati con ordinanze locali. La pianificazione professionale parte dalla rete consentita al veicolo, non dal percorso più corto proposto da uno schermo.
Il ponte modifica anche la disponibilità di personale nei magazzini. Un veicolo autorizzato a circolare in deroga può comunque arrivare davanti a un deposito chiuso o operare con un presidio ridotto. Prima della partenza vanno confermati recapito, fascia di ricevimento, attrezzature per lo scarico e possibilità di attesa. Nel trasporto a temperatura controllata, un errore di comunicazione può trasformare un viaggio formalmente ammesso in un problema di qualità della merce.
La gestione della rete non riguarda soltanto l’autostrada. Per le aziende che usano valichi e direttrici internazionali, i lavori programmati possono sovrapporsi alle festività. Le informazioni sulla chiusura dell’A22 tra Verona e Brennero vanno inserite nel piano accanto ai divieti italiani e alle disposizioni dei Paesi di transito. Un fermo imposto oltreconfine può compromettere la catena di consegna anche quando in Italia la circolazione è consentita.
Il margine operativo si costruisce prima della partenza. Carburante, AdBlue, pedaggi, disponibilità di parcheggi e contatti con il destinatario devono essere sistemati prima delle ore di punta. Il camion che entra nel ponte con il serbatoio basso e un appuntamento non confermato porta il rischio sul conducente, che è l’ultimo anello della catena e non quello che deve assorbire ogni ritardo.
Pianificare trasporto e logistica tra il 25 aprile e il 3 maggio
Il calendario dei divieti deve entrare nella programmazione delle consegne almeno una settimana prima. Nei ponti ravvicinati, il problema non è spostare un ordine da venerdì a lunedì. Il problema è che molti clienti fanno lo stesso spostamento. I piazzali si riempiono, gli slot diventano più rigidi e la disponibilità di mezzi al primo giorno utile diminuisce.
Per un’azienda con uno o tre veicoli, il margine perso in un fermo mal organizzato pesa subito. Si accumulano costi di parcheggio, attese non fatturate, chilometri a vuoto e possibili penali contrattuali. Per una flotta più grande, lo stesso errore si moltiplica su turni, motrici e semirimorchi. La risposta non è inviare più messaggi all’autista. Serve un piano di traffico chiaro, aggiornato e coerente con le regole di guida.
Sequenza operativa per la settimana del ponte
- Controllate per ogni targa la massa autorizzata e l’applicabilità del divieto MIT prima di assegnare il servizio.
- Raggruppate le consegne per area geografica, evitando partenze che costringano il mezzo a fermarsi lontano da parcheggi adeguati.
- Confermate con i destinatari gli orari reali di ricevimento tra venerdì 24 aprile e lunedì 4 maggio.
- Verificate le deroghe soltanto sulle merci e sui servizi espressamente previsti dal decreto, raccogliendo la documentazione prima del carico.
- Controllate carta del conducente, attività manuali necessarie e residui dei tempi di guida prima della partenza.
- Comunicare il punto di fermata e la finestra di ripresa evita ordini contraddittori nelle ore serali.
Il sesto punto merita attenzione. La comunicazione al conducente deve contenere dati utilizzabili. “Fermati dove trovi posto” non è una disposizione adeguata in un ponte con traffico elevato. Meglio indicare una o due aree di sosta, l’orario entro cui raggiungerle e il referente da chiamare se sono complete. Il conducente resta responsabile della sicurezza della guida e del rispetto delle norme, ma l’azienda deve dargli condizioni realistiche per lavorare.
Le consegne internazionali richiedono un controllo aggiuntivo. Francia, Austria, Germania, Svizzera e Slovenia possono applicare calendari, limiti o deroghe diversi. Un viaggio diretto alla Ruhr o al Brennero non si pianifica copiando le fasce italiane. Vanno controllate le regole del Paese attraversato, le eventuali restrizioni regionali e le condizioni al confine. Chi usa il traforo alpino deve tenere d’occhio anche gli aggiornamenti sulla seconda canna del traforo del Frejus, perché infrastrutture e vincoli di sicurezza incidono sul percorso disponibile.
Nel trasporto nazionale, il ponte può essere usato per manutenzioni leggere, controlli documentali e riordino dei mezzi, purché l’attività sia organizzata senza forzare i riposi del personale. Pneumatici, luci, fissaggio del carico, catene quando richieste dalla stagione e livello dei liquidi non vanno rimandati al minuto prima della ripartenza. Un controllo di venti minuti in deposito evita una sosta forzata su strada.
Le aziende devono anche rivedere i costi della logistica legati alla festività. Un’ora di attesa, una deviazione e un pernottamento aggiuntivo hanno effetti diretti sul preventivo del trasporto. Quando il contratto con il committente non disciplina soste, attese o ripianificazioni, la valutazione va fatta con il commercialista e con l’associazione di categoria. Non esiste una tariffa universale che sostituisca l’analisi di costi, accordi scritti e responsabilità contrattuali.
Il controllo finale va fatto il giorno prima. Verificate il calendario MIT, le ordinanze locali, la viabilità del percorso, i contatti di scarico e la documentazione di bordo. Un piano preparato il 23 aprile può diventare insufficiente il 30 aprile se cambia un cantiere o salta un appuntamento. Nel trasporto, l’aggiornamento quotidiano vale più di un programma bello sulla carta.
Controlli su strada e comportamenti corretti durante i divieti camion
Durante le festività gli organi di controllo trovano più facilmente anomalie che in un martedì ordinario. Un camion sopra 7,5 tonnellate in movimento nella fascia vietata richiama subito l’attenzione, soprattutto sulle direttrici con traffico intenso. Il controllo può riguardare carta di circolazione, patente, CQC, carta tachigrafica, registrazioni delle attività, documenti di trasporto e titolo della deroga dichiarata.
La regola più utile è mantenere coerenza tra ciò che il mezzo sta facendo e ciò che i documenti dimostrano. Se il veicolo circola per un trasporto ammesso, il DDT deve essere presente e la merce deve corrispondere. Se l’azienda sostiene che il viaggio è diretto a un’attività specifica, l’itinerario e gli orari devono essere compatibili. Un’autorizzazione generica o una mail priva di riferimenti concreti difficilmente regge una verifica approfondita.
La violazione del divieto di circolazione è sanzionata secondo l’articolo 6 del Codice della strada. Gli importi vengono adeguati nel tempo e devono essere controllati nelle tabelle vigenti alla data dell’accertamento. Oltre alla contestazione economica, una fermata durante il blocco può generare ritardi di consegna, costi di assistenza e difficoltà per il cliente. Per questa ragione non è sensato calcolare il rischio soltanto sulla multa.
Quando un controllo diventa più lungo del previsto
Un controllo su strada parte spesso dalla lettura della targa e dal motivo della circolazione. Se emerge una deroga, la pattuglia esamina i documenti. Se nota incongruenze, passa ai dati tachigrafici e alla sequenza delle attività. Il tempo perso si accumula velocemente e può compromettere la ripartenza successiva, anche quando la contestazione non riguarda direttamente i tempi di guida.
La carta del conducente deve essere valida e usata correttamente. Il regolamento europeo richiede che le registrazioni siano disponibili per il periodo previsto e che eventuali anomalie siano giustificate secondo le procedure applicabili. Guidare senza carta, usare una carta non propria o omettere attività manuali non è un modo per risolvere un’urgenza logistica. Aggiunge una violazione a una situazione già esposta.
Nel lavoro quotidiano si vedono anche errori banali. Il DDT resta in ufficio. La destinazione indicata dal cliente non coincide con quella effettiva. L’autista riceve una fotografia di un documento invece dell’originale o di una copia utilizzabile. Prima della partenza, la documentazione va controllata materialmente. Non basta sapere che esiste in una cartella digitale aziendale.
Un mezzo fermo dalle 9.00 alle 22.00 deve rispettare anche le norme del luogo di sosta. Non sono ammessi comportamenti che ostacolino la circolazione, l’accesso ai servizi di emergenza o le manovre degli altri veicoli. Nei piazzali privati bisogna avere l’autorizzazione del gestore. Sulle aree autostradali, la disponibilità dei posti non è garantita, soprattutto nelle giornate di maggiore affluenza previste da Anas.
Le imprese possono ridurre gli errori predisponendo una verifica interna il giorno precedente. Chi assegna il viaggio controlla targa, massa, percorso e fascia di marcia. Chi prepara i documenti controlla merce e deroga. Chi guida conferma di aver ricevuto istruzioni comprensibili. Tre controlli brevi, effettuati da persone diverse, valgono più di una telefonata fatta quando il camion è già al casello.
Il 3 maggio, ultimo giorno di stop del ponte, va trattato con la stessa attenzione del 25 aprile. Il rientro turistico previsto da Anas aumenta la pressione sulla rete e le aree di sosta possono restare affollate fino alla sera. Prima del prossimo viaggio, scaricate il calendario ufficiale MIT, segnate le fasce 9.00-22.00 e fate verificare all’ufficio traffico ogni deroga prima dell’uscita dal deposito.
I camion possono circolare il 25 aprile 2026?
I veicoli destinati al trasporto di cose con massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 tonnellate non possono circolare fuori dai centri abitati dalle 9.00 alle 22.00, salvo le deroghe previste dal decreto MIT 2026 e correttamente documentate.
Il 2 maggio 2026 è previsto un divieto nazionale per i mezzi pesanti?
Sabato 2 maggio non risulta un divieto ordinario nazionale nel calendario MIT del ponte. Restano da controllare ordinanze locali, cantieri, limitazioni di massa e disposizioni dei concessionari autostradali.
Un camion vuoto sopra 7,5 tonnellate può viaggiare durante il divieto?
Il fatto che il veicolo sia vuoto non lo esclude automaticamente dal campo di applicazione. La verifica riguarda la categoria del mezzo e la massa complessiva massima autorizzata, oltre alle eventuali deroghe specifiche.
Quali documenti servono per una deroga al divieto di circolazione?
Servono i documenti del veicolo, il documento di trasporto che prova natura della merce e destinazione, oltre alle attestazioni eventualmente richieste dal decreto per la singola deroga. I documenti devono essere disponibili a bordo prima del controllo.