In breve
- Il Decreto Direttoriale n. 135/2025 del Ministero del Lavoro fissa le tabelle del costo medio orario per logistica, trasporto merci e spedizione.
- Dal gennaio 2026 un autista di camion C3 costa all’impresa da 29,90 euro a 35,34 euro l’ora, secondo orario e tipologia di servizio.
- Le cifre non coincidono con la retribuzione netta del conducente. Comprendono salario, contributi, ferie, formazione, sicurezza e welfare contrattuale.
- Le tabelle diventano un riferimento concreto per appalti, gare, offerte di trasporto e controlli sulla congruità del costo del lavoro.
- Operai, impiegati, driver e rider hanno valori distinti per livello, contratto e decorrenza fino al giugno 2027.
Una tariffa presentata in una gara può apparire sostenibile finché non si scompone il costo del personale. Poi emergono i turni, le assenze retribuite, la formazione, i contributi e l’organizzazione della sicurezza. Il Decreto Direttoriale n. 135/2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali serve proprio a mettere un riferimento verificabile davanti a committenti, vettori e cooperative.
Le tabelle recepiscono il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione rinnovato il 6 dicembre 2024. Nel 2026 incidono direttamente sulle tariffe degli appalti di movimentazione, distribuzione, magazzino e trasporto su strada. Il dato da leggere con attenzione è il costo aziendale medio, non il salario che arriva in busta paga.
Nuove tabelle del costo orario nella logistica per appalti e gare
Il Decreto Direttoriale n. 135/2025 pubblica i valori del costo medio orario del lavoro per il personale dipendente del settore logistica, trasporto merci e spedizione. La fonte è il Ministero del Lavoro, con elaborazione riferita al contratto collettivo nazionale firmato nel dicembre 2024. Le decorrenze previste sono gennaio 2025, gennaio 2026, gennaio 2027 e giugno 2027.
Il documento non stabilisce una tariffa commerciale obbligatoria per ogni viaggio. Non dice quanto un’impresa debba fatturare per una consegna Milano-Verona o per una linea internazionale verso la Germania. Indica però quanto costa mediamente mettere a disposizione un lavoratore regolarmente assunto, con le voci previste dal contratto e dagli obblighi aziendali.
Negli appalti di logistica questo passaggio pesa molto. Un committente che riceve un’offerta costruita con un costo del lavoro troppo basso deve verificare da dove deriva quella differenza. La compressione può riguardare ferie, tredicesima, quattordicesima, contributi, formazione, dispositivi di protezione, versamenti a Sanilog ed Ebilog, oppure l’inquadramento applicato al personale.
Le inchieste avviate negli anni recenti dalla Procura di Milano su grandi filiere della distribuzione e della consegna hanno riportato al centro il tema della regolarità contrattuale. Nel dibattito sono comparsi anche operatori della logistica collegati ai servizi di Amazon Transport, BRT, DHL e UPS. Le nuove tabelle non sostituiscono i controlli ispettivi, ma rendono più semplice individuare un’offerta costruita su valori incompatibili con il CCNL.
Il punto pratico riguarda sia il committente sia il vettore. Chi acquista un servizio deve confrontare le ore dichiarate, il numero degli addetti, l’inquadramento e il prezzo proposto. Chi presenta l’offerta deve poter dimostrare che la propria struttura dei costi regge il servizio promesso. Nei contratti con penali severe per ritardi o picchi di volume, lasciare fuori il costo della sostituzione del personale porta rapidamente a margini fittizi.
Una verifica fatta su un appalto di magazzino nel 2026 deve separare almeno il personale viaggiante dal personale di piazzale e dagli addetti amministrativi. Un autista impiegato su tratta internazionale non ha lo stesso costo di un operaio di livello 6 addetto alla preparazione dei colli. Metterli nella stessa voce genera una base economica sbagliata già in fase di gara.
| Figura e condizione | Costo orario da gennaio 2026 | Riferimento |
|---|---|---|
| Operaio livello 6 a tempo indeterminato | 22,68 euro | Tabelle Decreto Direttoriale n. 135/2025 |
| Impiegato livello 5 a tempo indeterminato | 22,02 euro | Tabelle Decreto Direttoriale n. 135/2025 |
| Impiegato livello Q a tempo indeterminato | 32,67 euro | Tabelle Decreto Direttoriale n. 135/2025 |
| Driver o rider dal livello iniziale | 22,64 euro | Tabelle Decreto Direttoriale n. 135/2025 |
| Driver livello H1 a tempo indeterminato | 30,27 euro | Tabelle Decreto Direttoriale n. 135/2025 |
Le tabelle hanno valore orientativo nei rapporti economici, ma costituiscono un parametro ufficiale nella verifica della congruità. Il prezzo finale di un appalto resta composto anche da carburante, pedaggi, ammortamento del mezzo, manutenzione, assicurazione, costi di struttura e margine d’impresa. Confondere il costo orario del lavoro con la tariffa completa di trasporto porta a offerte non leggibili.
Le imprese che valutano un rinnovo di flotta devono tenere distinto il conto del personale da quello del veicolo. Anche l’andamento del mercato dei veicoli industriali usati incide sul costo complessivo del servizio, ma non modifica i valori ministeriali attribuiti al dipendente. Nella documentazione di gara le due partite devono restare separate.

Costo orario dell’autista di camion tra 29,90 e 35,34 euro
Il dato che interessa direttamente l’autotrasporto riguarda l’autista professionale inquadrato al livello C3. Dal gennaio 2026 il costo medio orario per un conducente esperto con contratto a tempo indeterminato parte da 29,90 euro nel servizio senza discontinuità, con orario di 39 ore settimanali. Non è il valore massimo. Cambia quando la prestazione richiede una diversa organizzazione dell’orario.
Per l’autista discontinuo impegnato su tratte nazionali, con il riferimento di 47 ore settimanali indicato nelle tabelle, il costo C3 sale a 32,69 euro l’ora dal gennaio 2026. Per il personale impiegato nel trasporto internazionale arriva a 35,34 euro l’ora. La distanza tra i tre valori non è un dettaglio da foglio Excel. Riflette l’impegno orario, le indennità e la struttura contrattuale della mansione.
Il titolo secondo cui un conducente “guadagna” fra 29 e 35 euro l’ora richiede una precisazione netta. Il lavoratore non riceve quella somma come retribuzione oraria netta. La cifra è il costo sostenuto dal datore di lavoro. Dentro ci sono il salario lordo, gli oneri previdenziali, i ratei delle mensilità aggiuntive, le ferie, i permessi, il TFR e gli altri elementi previsti dalle tabelle.
Il controllo sui costi va fatto prima di accettare una tariffa per viaggio. Un trasporto internazionale può sembrare remunerativo se si considera solo il gasolio e il pedaggio. Quando si aggiungono il costo dell’autista, i tempi di attesa, l’eventuale traghetto, i parcheggi sicuri e il fermo imposto dai tempi di guida e riposo, il margine cambia completamente.
Nel lavoro su strada la differenza fra attività nazionale e internazionale non dipende soltanto dai chilometri. Il Regolamento CE n. 561/2006 disciplina tempi di guida, pause e riposi. Una pianificazione che ignora tali limiti non riduce il costo reale. Sposta il problema sul cronotachigrafo, sul rischio sanzionatorio e sulla disponibilità del personale per il viaggio successivo.
Gli aumenti programmati fino al giugno 2027
Le tabelle non si fermano al gennaio 2026. Per l’autista C3 senza discontinuità il costo passa a 30,54 euro dal gennaio 2027 e a 31,29 euro dal giugno 2027. Nel nazionale discontinuo il valore previsto è 33,32 euro nel gennaio 2027 e 34,08 euro dal giugno successivo.
Per l’internazionale il dato C3 cresce da 35,34 euro a 35,97 euro nel gennaio 2027 e a 36,73 euro dal giugno 2027. Un contratto pluriennale siglato nel 2026 deve quindi contenere un meccanismo di aggiornamento dei costi del personale. Bloccare per due anni una tariffa senza considerare le decorrenze contrattuali trasferisce tutto il rischio sul fornitore.
| Autista C3 a tempo indeterminato | Gennaio 2026 | Gennaio 2027 | Giugno 2027 |
|---|---|---|---|
| Servizio senza discontinuità, 39 ore | 29,90 euro | 30,54 euro | 31,29 euro |
| Tratte nazionali discontinue, 47 ore | 32,69 euro | 33,32 euro | 34,08 euro |
| Trasporto internazionale | 35,34 euro | 35,97 euro | 36,73 euro |
Un caso ricorrente nelle verifiche interne riguarda il preventivo formulato usando il costo dell’autista di linea nazionale per coprire una relazione internazionale. Nel 2026 lo scarto sul solo personale può superare 2,60 euro l’ora rispetto al parametro C3 internazionale. Su molte ore annue, più trasferte e tempi improduttivi, il disallineamento diventa una perdita concreta.
Il confronto va fatto mansione per mansione. L’impresa deve inoltre verificare che patente, CQC e carta tachigrafica siano valide per tutto il periodo di impiego previsto. Un fermo per documento scaduto non si corregge con una tariffa ben calcolata. Per le scadenze della licenza di guida resta utile seguire le procedure sul rinnovo della patente C, distinguendo sempre il rinnovo della patente da quello della CQC.
Nei servizi di trasporto l’autista resta una risorsa qualificata e vincolata da tempi, documenti e responsabilità. Per questo la tariffa costruita correttamente parte dal livello di servizio richiesto, non dal prezzo più basso letto in una gara precedente.
Retribuzione, salario e costo del lavoro nelle tariffe di trasporto
La distinzione fra retribuzione e costo orario evita molti equivoci. La retribuzione è ciò che deriva dal rapporto di lavoro e che viene esposto nella busta paga, con componenti lorde, trattenute e competenze. Il salario netto dipende dalla posizione individuale del lavoratore e non può essere ricavato in modo corretto da una tabella del costo medio.
Il costo del lavoro è invece la spesa che l’azienda affronta per impiegare quella persona. Le tabelle ministeriali includono le voci contrattuali e contributive considerate nel calcolo. Vi entrano ferie, festività, assenze, mensilità aggiuntive, TFR, contributi previdenziali, oneri assicurativi, formazione e sicurezza. Sono conteggiati anche gli elementi di welfare collegati al settore, tra cui Sanilog ed Ebilog nei termini previsti dal CCNL.
La formazione non è un capitolo teorico. Un autista deve mantenere le competenze richieste dalla CQC e svolgere gli aggiornamenti previsti. In azienda vanno poi gestiti addestramento per le procedure di carico, uso dei DPI, sicurezza nei piazzali, movimentazione e istruzioni del committente. Se un’offerta elimina queste ore dal calcolo, il servizio è sottostimato prima ancora di partire.
Lo stesso vale per la sicurezza sul lavoro. Un conducente che entra in un hub logistico deve rispettare regole di accesso, velocità interna, uso di giubbino ad alta visibilità e procedure di aggancio alla ribalta. L’impresa sostiene il costo di organizzare queste attività e di formare il dipendente. Le tabelle servono anche a ricordare che tali obblighi non sono spese facoltative.
Le voci che una tariffa di appalto deve rendere leggibili
Nel preventivo commerciale non basta moltiplicare le ore per il costo dell’autista. Il trasporto richiede una struttura più ampia. Il committente serio deve poter leggere il prezzo senza costringere il fornitore a scoprire margini o dati riservati, ma con elementi sufficienti per verificare la sostenibilità della prestazione.
- Il costo del personale deve essere collegato al corretto livello contrattuale e al tipo di servizio svolto.
- Il costo del camion deve includere disponibilità del mezzo, manutenzione, pneumatici, assicurazione e ammortamento.
- Gasolio, AdBlue, pedaggi e parcheggi devono seguire parametri coerenti con tratta e percorrenza.
- Le ore di attesa presso deposito, cliente o terminal devono avere una disciplina contrattuale esplicita.
- Il margine d’impresa deve restare distinto dal costo della manodopera e dalle spese vive del servizio.
Un’offerta da 500 euro per una giornata di servizio non si giudica guardando solo il totale. Bisogna sapere quante ore di guida e di disponibilità include, quale veicolo viene impiegato, se comprende pedaggi e se il personale è un autista C3 destinato a un servizio nazionale o internazionale. Senza questi dati si confrontano prezzi che descrivono lavori diversi.
La pratica dei ribassi costruiti sul costo del personale produce spesso un secondo effetto. L’impresa tenta di recuperare margine chiedendo più produttività con meno addetti, spostando carichi di lavoro sui conducenti o utilizzando subappalti a catena. Il risultato non è solo economico. Aumentano criticità su tempi di guida, attese, sicurezza e qualità del servizio.
Quando emerge un dubbio su inquadramento, paga effettiva, contribuzione o applicazione del contratto, serve il consulente del lavoro oppure un’associazione di categoria come FAI, CNA-Fita o Confartigianato Trasporti. Le tabelle del Ministero sono un parametro pubblico. Non sostituiscono la lettura del singolo contratto aziendale, della busta paga o del contenzioso aperto.
Il costo orario ministeriale rende trasparente il punto di partenza. Una tariffa di trasporto affidabile si costruisce poi aggiungendo costi tecnici reali, organizzazione e margine, senza usare la retribuzione del conducente come variabile da comprimere.
Operai, impiegati, driver e rider nelle tabelle della logistica
Il Decreto Direttoriale n. 135/2025 non riguarda soltanto chi guida un mezzo pesante. Le tabelle comprendono personale non viaggiante, addetti amministrativi, driver dell’ultimo miglio e rider. Questa ampiezza è utile perché gli appalti moderni raramente separano in modo netto magazzino, consegna e attività di coordinamento.
Dal gennaio 2026 un operaio a tempo indeterminato inquadrato al livello 6 ha un costo medio orario di 22,68 euro. Al livello 3S il valore arriva a 27,44 euro. La differenza dipende dall’inquadramento e dalle responsabilità connesse alla mansione. L’addetto al magazzino, il carrellista, il personale di reparto e chi opera in un piazzale con procedure complesse non possono essere collocati automaticamente nello stesso livello.
Per gli impiegati a tempo indeterminato il livello 5 parte da 22,02 euro l’ora. Il livello Q arriva a 32,67 euro. In una piattaforma logistica rientrano in questa area pianificazione, gestione documentale, coordinamento e funzioni con maggiore autonomia. Anche qui il valore tabellare non è la retribuzione netta, ma il costo medio aziendale.
Le tabelle riportano valori più alti per il tempo determinato. La differenza è coerente con la diversa incidenza di alcune voci contrattuali e con la gestione del rapporto di lavoro. Negli appalti caratterizzati da picchi stagionali, usare personale a termine senza calcolarne il costo specifico porta a preventivi costruiti su dati incompleti.
Ultimo miglio e lavoro di consegna
Driver e rider sono entrati stabilmente nei capitolati della distribuzione urbana. Dal gennaio 2026 il costo per i livelli iniziali parte da 22,64 euro l’ora. Per il livello H1 a tempo indeterminato arriva a 30,27 euro. La consegna dell’ultimo miglio viene spesso valutata solo in base al numero dei colli consegnati, ma la produttività reale dipende da traffico, accessi alle ZTL, soste, tentativi di consegna e sicurezza.
Il confronto fra furgone, camion leggero e bicicletta non autorizza una riduzione automatica del costo del lavoro. Le mansioni cambiano, i rischi cambiano e cambiano i riferimenti contrattuali. Un capitolato che chiede tracciabilità, prova di consegna, fasce orarie ristrette e gestione dei resi richiede tempo di lavoro misurabile. Quel tempo deve comparire nel prezzo.
La pressione del commercio elettronico ha rafforzato l’attenzione sulle filiere di consegna. Anche il dibattito sulle importazioni di piccoli pacchi, compresa la proposta di una tassa di 2 euro sui pacchi low cost, riguarda indirettamente l’organizzazione dell’ultimo miglio. Un aumento dei volumi non rende gratuito il lavoro necessario per smistare, caricare e consegnare.
Un caso di terreno frequente riguarda il magazzino che riceve merce al mattino e deve svuotare le baie entro poche ore. Se la gara considera soltanto gli addetti necessari in condizioni normali, il fornitore si trova a coprire i picchi con straordinari, personale temporaneo o ricorso a terzi. La tabella aiuta a stimare il costo base, ma la progettazione dei volumi resta decisiva.
Le categorie non sono intercambiabili per convenienza di prezzo. L’inquadramento deve seguire le mansioni realmente svolte, mentre le tariffe devono riflettere il personale necessario per rispettare quantità, qualità e tempi richiesti dal committente.
Come usare le tabelle ministeriali negli appalti di logistica e autotrasporto
Le nuove tabelle sono uno strumento di verifica, non un modulo da allegare senza leggerlo. Nella preparazione di una gara il committente deve partire dal servizio richiesto. Va definito se si tratta di trasporto nazionale, internazionale, distribuzione urbana, magazzinaggio, movimentazione interna o una combinazione di queste attività.
La seconda verifica riguarda il personale. Il capitolato deve indicare quante persone servono, per quante ore, in quali fasce e con quali compiti. Un autista di camion assegnato a un servizio internazionale non può essere valorizzato con il parametro dell’operaio di magazzino. Un addetto alla preparazione ordini non può essere trasformato formalmente in driver se svolge lavoro di deposito.
La terza verifica è economica. Al costo del personale tratto dalle tabelle vanno sommati i costi tecnici del trasporto. Per un’impresa che lavora su strada incidono soprattutto veicolo, carburante, pedaggi, manutenzione, pneumatici, assicurazioni, telematica e gestione amministrativa. Per una piattaforma contano anche spazi, attrezzature, carrelli, energia e sistemi informatici.
Le tabelle aiutano anche nella fase di esecuzione. Se un appalto cresce di volume, cambiano turni, organico e costo. Non è corretto chiedere al fornitore di assorbire un incremento stabile di attività mantenendo invariato il corrispettivo. Il contratto deve contenere criteri di revisione collegati a volumi, ore, livelli di servizio e decorrenze contrattuali.
Documenti utili nella verifica di congruità
La documentazione deve essere coerente con il tipo di affidamento. Nei casi che coinvolgono subappalto, distacco, somministrazione o cooperative, la verifica è più delicata e va affidata ai professionisti competenti. Il committente non deve improvvisare controlli giuslavoristici, ma deve richiedere dati sufficienti per valutare la serietà dell’offerta.
- Il capitolato deve descrivere prestazioni, volumi, finestre orarie, mezzi richiesti e standard di sicurezza.
- L’offerta deve indicare il personale previsto distinguendo addetti viaggianti, magazzino, coordinamento e amministrazione.
- Il calcolo deve richiamare il CCNL applicato e le tabelle del Ministero del Lavoro con la decorrenza corretta.
- Le voci di carburante, pedaggio e disponibilità del mezzo devono essere separate dal costo del lavoro.
- Le clausole di aggiornamento devono considerare le scadenze di gennaio 2027 e giugno 2027 previste dal decreto.
Il trasporto intermodale offre un esempio utile. Quando una parte della tratta passa dalla strada alla ferrovia, non sparisce il costo del personale. Cambiano tempi, attività terminalistiche e organizzazione del pre e post-carriage. Le evoluzioni nei collegamenti, come quelle raccontate per MSC e il trasporto ferroviario, richiedono preventivi costruiti con ruoli e ore effettive, non con una riduzione generica del prezzo.
La Filt Cgil ha collegato la pubblicazione delle tabelle alla tutela prevista dall’articolo 42 del CCNL nei rapporti di appalto. Legacoop Produzione e Servizi ha evidenziato il valore di un riferimento uniforme per le imprese regolari. Sono posizioni coerenti con un dato pratico. Se il costo del lavoro è visibile e confrontabile, diventa più difficile aggiudicare servizi con prezzi che non sostengono personale assunto correttamente.
Per gli aspetti contrattuali, fiscali e di responsabilità solidale non esiste una risposta uguale per tutte le aziende. Un contratto già in vigore, una contestazione o una procedura di gara pubblica devono essere esaminati dal consulente del lavoro, dal commercialista o dalle associazioni di categoria. Il decreto fornisce i valori di riferimento. La corretta applicazione dipende dai documenti e dal caso concreto.
Prima di inviare la prossima offerta, controllate la decorrenza tabellare applicata, il livello degli addetti e il tipo di servizio previsto. Una tariffa che regge sulla carta deve reggere anche quando il camion parte, il personale si ammala e il cliente chiede continuità.
I 29,90 o 35,34 euro all’ora sono lo stipendio dell’autista?
No. Sono il costo medio orario sostenuto dall’impresa secondo le tabelle del Decreto Direttoriale n. 135/2025. La cifra comprende retribuzione lorda, contributi, ferie, mensilità aggiuntive, TFR, formazione, sicurezza e altre voci contrattuali.
Da quando valgono i nuovi importi per gli autisti?
I valori indicati per 29,90 euro, 32,69 euro e 35,34 euro per gli autisti C3 a tempo indeterminato decorrono dal gennaio 2026. Le tabelle prevedono ulteriori aggiornamenti dal gennaio 2027 e dal giugno 2027.
Le tabelle fissano la tariffa da fatturare al cliente?
No. Definiscono il costo medio del lavoro e rappresentano un riferimento per appalti e verifiche di congruità. La tariffa di trasporto deve aggiungere costi del mezzo, carburante, pedaggi, manutenzione, struttura, rischi operativi e margine d’impresa.
Le tabelle riguardano anche magazzinieri e impiegati?
Sì. Il decreto include personale non viaggiante, operai, impiegati, driver e rider, con importi distinti per livello di inquadramento, contratto a tempo indeterminato o determinato e decorrenza temporale.
Chi può valutare un dubbio su contratto, busta paga o subappalto?
Per casi individuali o contenziosi serve il consulente del lavoro, il commercialista o un’associazione di categoria come FAI, CNA-Fita e Confartigianato Trasporti. Le tabelle ministeriali non sostituiscono la valutazione della documentazione contrattuale specifica.