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Prometeon svela il restyling e presenta la rivoluzionaria Serie 02

12 août 2026 16 min de lecture Mis a jour 13 août 2026
Questo articolo è stato generato da un'intelligenza artificiale e pubblicato senza una revisione umana approfondita.

In breve, il restyling di Prometeon non riguarda soltanto il logo sul fianco dello pneumatico. Con la Serie 02, il Gruppo porta il proprio marchio nei mercati europei e in Turchia, dopo l’avvio della distribuzione in Africa e Medio Oriente attraverso il sito egiziano.

  • La linea R02 Proway è destinata al trasporto regionale europeo e punta su percorrenza, durata della carcassa e gestione dei costi di esercizio.
  • La R02 Proway M1 è progettata per impieghi più severi, con attenzione particolare alle condizioni operative turche.
  • Il programma di sviluppo dichiarato da Prometeon comprende oltre 6.000 pneumatici testati e più di 200 milioni di chilometri percorsi.
  • Lo stabilimento di Izmit produce circa 1,85 milioni di pneumatici l’anno e impiega 2.000 addetti.
  • Per una flotta, il dato utile non è il solo prezzo di acquisto: servono controlli su usura, pressione, ricostruibilità e costo per chilometro.

Prometeon, il restyling del marchio e il debutto della Serie 02 in Europa

Uno pneumatico nuovo si giudica prima di tutto dal lavoro che deve fare. Sul trattore impegnato nel regionale, il battistrada incontra rotatorie, rampe di magazzino, frenate frequenti e bordi di marciapiede. Sul lungo raggio, invece, pesano la resistenza al rotolamento, la regolarità dell’usura e il comportamento della carcassa dopo molti cicli di carico.

La presentazione della Serie 02 a marchio Prometeon, svolta a Istanbul, segna un passaggio industriale preciso. Prometeon Tyre Group aveva già sviluppato e distribuito pneumatici Serie 02 prodotti in Egitto per Africa e Medio Oriente. Il lancio sul mercato turco-europeo porta ora il nome Prometeon direttamente sul prodotto per trasporto pesante, agricolo e OTR.

Il termine restyling può far pensare a una modifica estetica. Qui il cambiamento è più ampio. Il marchio di prodotto si stacca progressivamente dalla precedente identificazione esclusiva con Pirelli, pur restando Prometeon un gruppo multimarca. Nel portafoglio dichiarato dall’azienda restano infatti anche Pirelli, Formula, Pharos e Anteo. Per chi acquista gomme da lavoro, questo significa confrontare le specifiche della singola copertura e non fermarsi al nome stampato sulla spalla.

All’evento hanno partecipato oltre 400 ospiti, fra clienti e giornalisti provenienti da vari Paesi europei. Il programma comprendeva la visita allo stabilimento di Izmit e prove con mezzi pesanti equipaggiati con i nuovi pneumatici, sia su pista sia in condizioni off-road. Il numero è indicato nei materiali di lancio Prometeon relativi alla presentazione turca della Serie 02.

La parola rivoluzionaria, usata nel titolo della presentazione, va letta con prudenza da chi gestisce un veicolo. Un prodotto non diventa conveniente per definizione. Deve dimostrarlo attraverso chilometri registrati, consumi misurati sullo stesso percorso, profondità residua del battistrada e capacità della carcassa di affrontare una ricostruzione. Sono questi i dati che incidono sul fermo macchina e sul conto economico.

Il valore pratico del passaggio al marchio Prometeon

Il Gruppo è stato fondato nel 2017 ed è specializzato nei comparti industriale, agro e OTR. Questa focalizzazione distingue Prometeon dai produttori generalisti che operano anche nel segmento vettura. Per il trasportatore conta perché lo sviluppo di un pneumatico truck richiede prove legate a carichi per asse, temperature, abrasione laterale, utilizzo in cantiere e cicli di percorrenza molto diversi da quelli di un’automobile.

Nel 2023 Prometeon ha dichiarato ricavi per 1,3 miliardi di euro. Il dato appartiene al bilancio e alla comunicazione societaria riferiti a quell’esercizio, non è un indicatore diretto del costo di una gomma nel 2026. Serve però a inquadrare la capacità industriale del Gruppo, che ha indicato l’obiettivo di avvicinarsi a 2 miliardi di euro di ricavi entro il 2030.

La struttura produttiva comprende quattro stabilimenti, due in Brasile, uno in Egitto e uno in Turchia. I centri di ricerca e sviluppo sono quattro, in Italia, Brasile, Turchia ed Egitto. Prometeon dichiara un investimento annuo in R&D pari a circa il 3% del fatturato. Per la flotta, questa informazione ha un peso solo se il risultato arriva nella misura montata sul proprio asse e nella propria missione di trasporto.

Un controllo serio parte dalla scheda tecnica. Voi dovete verificare la misura omologata sul libretto, l’indice di carico, il codice di velocità, l’etichettatura europea quando prevista e l’idoneità all’asse sterzante, motore o rimorchio. Montare pneumatici formalmente compatibili ma inadatti alla missione porta spesso a usure anticipate. Nei piazzali logistici, per esempio, le spalle subiscono colpi che un impiego autostradale regolare non produce.

Il marchio nuovo richiede quindi un metodo vecchio ma affidabile. Annotate i chilometri di montaggio, la posizione sul mezzo, la pressione rilevata a freddo e le eventuali inversioni. Dopo alcuni mesi avrete un confronto concreto con la copertura precedente. Senza questa registrazione, ogni giudizio sulle prestazioni resta una sensazione.

Bande de roulement d'un pneumatique de poids lourd aux crampons profonds
Illustration générée par intelligence artificielle.

Serie 02 R02 Proway e Proway M1, misure e impieghi per il trasporto regionale

La gamma che accompagna il lancio del marchio Prometeon nel regionale prende il nome di R02 Proway. È affiancata dalla R02 Proway M1, configurata per Paesi e tratte dove temperature, qualità della pavimentazione e severità d’impiego mettono sotto pressione mescole e strutture.

Prometeon indica per la nuova linea le misure 315/70, 315/80 e 295/80. La dicitura completa dipende dal diametro del cerchio e dalla destinazione dell’asse, elementi che devono essere verificati sul catalogo tecnico aggiornato del costruttore e nella carta di circolazione. La misura non si sceglie perché è disponibile in deposito. Si sceglie perché è autorizzata e coerente con il veicolo.

Nei materiali tecnici dell’azienda, la R02 viene collegata a un incremento fino al 15% di chilometraggio e robustezza rispetto alla Serie 01, a un miglioramento del 20% sugli aspetti di sostenibilità e ricostruibilità, a una crescita del 10% della resistenza all’usura e del 5% della capacità di carico. Sono valori comparativi dichiarati dal costruttore. Non costituiscono un risultato automatico su ogni veicolo, perché carico, stile di guida, geometria degli assi e pressione modificano il rendimento reale.

Linea Prometeon Destinazione dichiarata Misure comunicate Verifica da fare in flotta
R02 Proway Trasporto regionale europeo 315/70, 315/80, 295/80 Posizione d’asse, pressione e consumo del battistrada
R02 Proway M1 Impieghi ad alta severità, con focus sul mercato turco Da verificare sul catalogo tecnico della specifica misura Resistenza a urti, calore e abrasione laterale
Futura linea on/off road Cantieri, cava e viabilità mista Non indicata nei dati di lancio Attendere omologazioni e disponibilità commerciale

Perché il regionale consuma più gomme di quanto sembri

Il trasporto regionale rappresenta, secondo le dichiarazioni rese alla presentazione, tra il 70% e l’80% del mercato degli pneumatici truck in Europa e Turchia. È un dato industriale riportato da Prometeon nel contesto del lancio. La ragione è operativa. Molti mezzi percorrono distanze giornaliere contenute, ma effettuano numerosi cicli di partenza, frenata, svolta stretta e accosto alle baie.

Un trattore che lavora tra piattaforme logistiche può viaggiare meno di un bilico internazionale, ma non per questo consuma meno coperture. Le manovre a pieno sterzo scaldano e stressano la gomma anteriore. Le rotonde caricano i fianchi. Le rampe dei magazzini possono favorire slittamenti sull’asse motore. In queste condizioni, una mescola pensata solo per ridurre la resistenza al rotolamento non risolve ogni problema.

Prometeon spiega di aver adottato, su alcuni prodotti regionali, disegni del battistrada più lineari per favorire il chilometraggio. Su altri impieghi la scelta si concentra maggiormente sulla rolling resistance. È una distinzione utile. Il disegno più aperto può offrire un comportamento diverso sul bagnato o su fondi sporchi rispetto a uno più continuo. Voi dovete far coincidere la gomma con la tratta, non con la sola promozione del gommista.

Prima del montaggio, fate annotare sul documento di lavoro almeno questi elementi.

  • La marca, il modello, la misura e il DOT di ogni pneumatico installato.
  • La pressione di riferimento a freddo, definita secondo carico e indicazioni del costruttore.
  • La profondità iniziale del battistrada rilevata con strumento idoneo.
  • La posizione sul veicolo e la data di montaggio.
  • Le anomalie di assetto, convergenza o sospensione già rilevate.

Questa procedura permette di distinguere un’usura legata al prodotto da un’usura provocata dal mezzo. Una costa consumata solo sul lato esterno non è un verdetto contro il pneumatico. Spesso segnala pressione errata, geometria dell’asse o utilizzo ripetuto su marciapiedi e piazzali stretti.

La R02 Proway va quindi valutata per il lavoro quotidiano, non per la sola prova breve in pista. Il parametro che interessa al responsabile della flotta è il costo per chilometro, calcolato dopo avere separato consumo, manutenzione, fermo veicolo e valore della carcassa recuperabile.

Innovazione Prometeon Serie 02, test, tecnologia e sostenibilità della carcassa

La tecnologia di uno pneumatico professionale non si vede tutta dall’esterno. Il battistrada è la parte più immediata da osservare, ma carcassa, tele, tallone, mescole e distribuzione del calore decidono quanto a lungo la copertura può lavorare prima di arrivare alla sostituzione o alla ricostruzione.

Prometeon riferisce che il programma di ricerca e sviluppo alla base della Serie 02 ha coinvolto oltre 6.000 pneumatici e più di 200 milioni di chilometri in differenti condizioni climatiche e stradali. Il dato è stato comunicato dal Gruppo per il lancio della famiglia 02 e riguarda il percorso di sviluppo, non una garanzia individuale di percorrenza per il singolo utilizzatore.

Questa distinzione va tenuta ferma. Una prova industriale può simulare molte situazioni e raccogliere dati robusti. Il veicolo di una piccola impresa può però lavorare con carichi variabili, percorsi brevi, soste a motore acceso, piazzali sconnessi e manutenzione non sempre regolare. La resa kilometrica finale nasce dall’incontro fra prodotto e gestione.

Ricostruibilità e controllo della carcassa

La ricostruibilità dichiarata è un elemento concreto per chi possiede mezzi pesanti. Una carcassa che arriva integra alla fine del primo ciclo può avere un valore industriale maggiore rispetto a una carcassa danneggiata da sottogonfiaggio, surriscaldamento o urti. Prometeon ha comunicato l’avvio di un progetto dedicato al ricostruito, con l’obiettivo di valorizzare le proprie carcasse nel tempo.

Non basta però attendere il momento della sostituzione. Il sottogonfiaggio è uno dei nemici più costosi. Aumenta la flessione della struttura, alza la temperatura interna e favorisce danni che non sempre sono visibili a occhio nudo. Anche il sovragonfiaggio può creare problemi, con minore impronta a terra e usura anomala nella zona centrale del battistrada.

Una verifica periodica deve comprendere il controllo della pressione a freddo, l’ispezione di tagli e corpi estranei, la lettura dell’usura sulle varie scanalature e il controllo delle valvole. Se il veicolo monta TPMS, il sistema aiuta a intercettare perdite e variazioni, ma non sostituisce l’ispezione fisica. Un sensore segnala un valore. Non vede un fianco lesionato contro una banchina.

Il tema della sostenibilità va affrontato nello stesso modo. Una gomma più durevole può ridurre il numero di sostituzioni nel ciclo d’impiego. Una carcassa ricostruibile può limitare l’uso di materiali rispetto alla sostituzione completa. Tuttavia il vantaggio ambientale dichiarato dal produttore deve essere letto insieme alla gestione reale del parco: pneumatici tenuti fuori pressione o tolti troppo tardi non sfruttano il potenziale della carcassa.

Prometeon ha comunicato investimenti per 25 milioni di euro in ricerca e sviluppo dal 2019 al momento della presentazione e un programma ulteriore da 20 milioni di euro destinato all’evoluzione tecnologica. Sono cifre societarie legate al piano illustrato durante il lancio. Per chi acquista, il dato utile resta il riscontro ottenuto su una campionatura interna di veicoli comparabili.

Una flotta con cinque o dieci trattori può fare una prova ordinata montando le nuove coperture su mezzi con missioni simili e mantenendo inalterati gli intervalli di controllo. Confrontare gomme installate su un mezzo da linea con altre montate su un ribaltabile da cantiere produce numeri inutili. Il metodo deve essere identico, altrimenti il confronto non regge.

La qualità della carcassa non si misura in un giorno. Si misura alla prima inversione, dopo migliaia di chilometri, e al momento in cui il ricostruttore valuta se quella struttura può continuare a lavorare. È qui che la promessa di innovazione deve trasformarsi in dati verificabili.

Stabilimento Prometeon di Izmit, produzione, export e certificazioni ambientali

La Serie 02 a marchio Prometeon viene prodotta nel sito di Izmit, in Turchia. Lo stabilimento è stato fondato nel 1960 e rappresenta il principale centro produttivo turco del Gruppo per gli pneumatici industriali. Nel contesto del lancio, Prometeon ha indicato circa 2.000 addetti e una capacità di circa 1,85 milioni di pneumatici l’anno.

Più del 50% della produzione di Izmit viene esportata in 87 Paesi, soprattutto in Europa, secondo i dati aziendali diffusi con la presentazione. Per il mercato italiano, la localizzazione dello stabilimento non è un dettaglio secondario. Incide sui flussi logistici, sulla disponibilità della gamma e sui tempi di approvvigionamento, anche se questi ultimi dipendono poi dal distributore e dalla misura richiesta.

Negli ultimi sette anni considerati nella comunicazione del Gruppo, Prometeon ha dichiarato investimenti superiori a 185 milioni di euro nel sito di Izmit. Il centro di ricerca e sviluppo locale è stato rinnovato e modernizzato nel 2021. Quando un produttore concentra ricerca e fabbricazione nello stesso polo, può accorciare il passaggio tra prove industriali, verifiche sul prodotto e produzione in serie.

ISO 50001 e ISCC Plus, cosa indicano davvero

Lo stabilimento di Izmit possiede la certificazione ISO 50001 per i sistemi di gestione dell’energia. La norma ISO 50001 non certifica che ogni pneumatico abbia un determinato impatto ambientale. Attesta che l’organizzazione adotta un sistema per monitorare e migliorare la prestazione energetica dei propri processi.

Il sito ha inoltre ricevuto la certificazione ISCC Plus, rilasciata nell’ambito dell’International Sustainability and Carbon Certification. La certificazione consente la tracciabilità di una quota di materiali provenienti da fonti bio-based, bio-circular e circular lungo la catena definita dallo schema. Anche qui è utile evitare scorciatoie. ISCC Plus riguarda la filiera e le regole di tracciabilità dei materiali certificati, non trasforma automaticamente ogni pneumatico prodotto in una copertura a impatto nullo.

Per un’azienda di autotrasporto, le certificazioni industriali possono entrare nei capitolati di grandi committenti, soprattutto quando vengono richieste informazioni su filiere, emissioni e politiche di acquisto. Non sostituiscono però i documenti necessari per le gare o per gli audit del cliente. In caso di richiesta contrattuale, fate verificare al vostro ufficio qualità o al consulente competente quali attestazioni servano davvero e a quale prodotto siano applicabili.

Il fattore operativo resta la disponibilità di assistenza. Un pneumatico con caratteristiche valide ma privo di una rete capace di intervenire su una foratura in una tratta critica può creare fermo veicolo. Prima di uniformare una flotta sulla stessa gamma, controllate la copertura dei centri assistenza nelle aree dove lavorate più spesso, compresi i valichi e le zone industriali fuori dalle grandi città.

Il controllo deve includere anche il trattamento delle carcasse usate. Chiedete al fornitore come vengono ritirate, classificate e indirizzate a ricostruzione o recupero. È un costo e un processo che vanno messi per iscritto nell’offerta, soprattutto quando il contratto prevede un servizio completo per pneumatico o un canone chilometrico.

La produzione industriale certificata è un punto di partenza. La continuità del servizio si costruisce invece con disponibilità della misura, tempi di intervento e tracciabilità della carcassa ritirata dal vostro mezzo.

Prestazioni e costo chilometrico della Serie 02 per padroncini e flotte

Il prezzo della copertura è la prima cifra che entra nella fattura. Non è quasi mai la cifra che decide la convenienza. Un pneumatico da trattore o rimorchio lavora per mesi, talvolta per anni, e coinvolge consumi, manutenzione, allineamento, sostituzioni d’emergenza e valore finale della carcassa.

La Serie 02 dichiara miglioramenti rispetto alla Serie 01 su chilometraggio, robustezza, sostenibilità, resistenza all’usura e capacità di carico. Questi dati offrono una base tecnica per iniziare una valutazione. Voi dovete però chiedere al rivenditore la documentazione della misura esatta, dell’asse previsto e dell’impiego per cui viene proposta.

Un esempio di terreno concreto viene dalle flotte regionali che alternano consegne a temperatura controllata, distribuzione alimentare e ritiri industriali. Il mezzo percorre spesso tratte inferiori al lungo raggio, ma le manovre e gli orari aumentano. Una copertura che conserva regolarità di usura può evitare una sostituzione anticipata. Una carcassa che resta idonea alla ricostruzione può mantenere un valore residuo. Sono due voci che cambiano il costo finale anche quando il listino iniziale è più alto.

Un confronto corretto richiede dati raccolti nello stesso modo

Per calcolare il costo per chilometro, utilizzate il costo netto di acquisto, il costo di montaggio, le spese per riparazioni e rotazioni, i chilometri effettivamente percorsi e l’eventuale valore riconosciuto per la carcassa. Il risultato non deve essere considerato definitivo dopo poche settimane. Serve un periodo sufficiente perché l’usura sia leggibile e confrontabile.

Una formula semplice è questa. Sommate acquisto, servizi e riparazioni. Sottraete il valore residuo della carcassa se effettivamente riconosciuto. Dividete il risultato per i chilometri registrati. Se un pneumatico lavora su un asse motore sottoposto a frequenti slittamenti, non confrontatelo con uno sterzante. Le funzioni sono diverse e diverse sono le sollecitazioni.

Controllate anche i consumi di carburante con metodo. Una differenza di resistenza al rotolamento può incidere sul consumo, ma il dato va letto su percorrenze comparabili, con carico simile e condizioni stagionali annotate. Confrontare gennaio su tratte alpine e luglio su viaggi pianeggianti non permette di attribuire l’effetto alla gomma.

Il Regolamento (UE) 2020/740 disciplina l’etichettatura degli pneumatici per quanto riguarda efficienza energetica, aderenza sul bagnato, rumore esterno e, per alcune categorie, prestazioni su neve e ghiaccio. L’etichetta è uno strumento utile, ma non sostituisce le indicazioni del costruttore per l’impiego truck. Verificate sempre la scheda del prodotto e la conformità della misura installata.

Per controversie su garanzie, condizioni di vendita, responsabilità per danni o contratti di servizio pneumatici, non basta una valutazione tecnica interna. Il caso va esaminato con il fornitore, l’associazione di categoria o un professionista abilitato, perché documenti contrattuali e stato della carcassa cambiano l’esito della contestazione.

Prometeon punta a estendere la propria presenza commerciale e industriale con il rebranding della Serie 02. Per il trasportatore, la scelta resta molto concreta: montare la copertura corretta, misurare il suo lavoro e intervenire prima che un’anomalia di pressione o assetto trasformi una gomma recuperabile in un costo perso.

Quali pneumatici Prometeon Serie 02 sono indicati per il trasporto regionale?

La linea presentata per il regionale comprende R02 Proway e R02 Proway M1. La Proway è orientata al mercato europeo, mentre la M1 è prevista per impieghi più severi. La scelta finale dipende dalla misura omologata, dalla posizione d’asse e dalla missione del veicolo.

Quali misure della R02 sono state comunicate da Prometeon?

Nei materiali della presentazione sono indicate le misure 315/70, 315/80 e 295/80. Prima dell’acquisto va verificata la disponibilità della misura completa, compreso il diametro del cerchio, sul catalogo tecnico aggiornato e sulla carta di circolazione.

Il maggiore chilometraggio dichiarato dalla Serie 02 vale per ogni flotta?

No. Prometeon dichiara fino al 15% in più di chilometraggio e robustezza rispetto alla Serie 01 nel proprio confronto tecnico. Il risultato reale cambia in base a pressione, carico, assetto, tipo di strada, posizione sul veicolo e stile di guida.

Dove vengono prodotti gli pneumatici Prometeon Serie 02 presentati per Europa e Turchia?

La produzione indicata per questa fase di lancio è nello stabilimento Prometeon di Izmit, in Turchia. Il sito, fondato nel 1960, ha una capacità dichiarata di circa 1,85 milioni di pneumatici l’anno.