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Il Gigante inaugura un nuovo centro logistico all’avanguardia a Pavia

14 Ottobre 2026 21 min di lettura Aggiornato il 14 Ottobre 2026
Questo articolo è stato generato da un'intelligenza artificiale e pubblicato senza una revisione umana approfondita.

In breve

  • Il Gigante ha rafforzato la propria rete di distribuzione con un centro logistico di 92.000 metri quadrati a Bascapè, in provincia di Pavia.
  • Il complesso è composto da due edifici di 68.000 e 24.000 metri quadrati, articolati in sei unità immobiliari.
  • AEW ha sviluppato l’asset per il fondo paneuropeo Logistis, dopo l’acquisizione dell’area avvenuta nel 2021.
  • Il contratto di locazione sottoscritto da Il Gigante ha durata dodicennale, un elemento che dà continuità ai flussi di approvvigionamento.
  • La struttura dispone della certificazione BREEAM New Construction Excellent e si inserisce in un’area con disponibilità limitata di spazi logistici di Classe A.

Il Gigante e il nuovo centro logistico di Pavia: numeri, localizzazione e funzioni

Un magazzino della grande distribuzione non si giudica dalla facciata. Si giudica dalla puntualità delle baie, dai chilometri interni percorsi senza attese, dalla precisione dei flussi e dalla capacità di caricare un mezzo senza creare code sulla viabilità esterna. Il nuovo centro logistico utilizzato da Il Gigante a Bascapè, in provincia di Pavia, entra in questa categoria per dimensione e funzione.

La piattaforma misura complessivamente 92.000 metri quadrati. Il dato è stato comunicato da AEW il 23 maggio 2024, in occasione del completamento dello sviluppo per il fondo immobiliare Logistis. La superficie è distribuita su due fabbricati. Il primo copre 68.000 metri quadrati. Il secondo ne occupa 24.000. I due edifici ospitano sei unità, una configurazione che permette di organizzare aree operative distinte e di separare attività con ritmi, temperature e finestre di consegna differenti.

La localizzazione a sud di Milano ha un peso concreto per chi lavora nel trasporto. Bascapè si trova nel sistema distributivo lombardo, vicino a un bacino di consumo molto ampio e a una rete stradale che collega Milano, Pavia, Lodi e le direttrici nazionali. Per la distribuzione organizzata, la distanza dal punto vendita conta quanto la dimensione del deposito. Un viaggio pianificato con margini stretti può perdere redditività per un accesso congestionato, per una baia non disponibile o per tempi di attesa non gestiti.

Il progetto è stato sviluppato in due fasi da E2K. AEW aveva acquisito l’operazione fuori mercato nel 2021 per conto di Logistis. L’espressione “fuori mercato” indica che l’opportunità è stata individuata e negoziata senza un processo di vendita aperto a una platea ampia di investitori. Per il trasportatore questo non modifica le regole del viaggio, ma spiega perché certi immobili arrivano sul mercato già assegnati a conduttori solidi, invece di restare disponibili per mesi.

Elemento operativo Dato comunicato Fonte e data Effetto pratico per il trasporto
Superficie complessiva 92.000 m² AEW, 23 maggio 2024 Capacità di concentrare scorte e attività di preparazione ordini.
Primo edificio 68.000 m² AEW, 23 maggio 2024 Maggiore disponibilità di spazio per ricevimento, stoccaggio e spedizione.
Secondo edificio 24.000 m² AEW, 23 maggio 2024 Possibile separazione dei flussi operativi e dei reparti.
Unità presenti 6 AEW, 23 maggio 2024 Organizzazione più ordinata di accessi, vettori e lavorazioni.
Locazione 12 anni AEW, 23 maggio 2024 Programmazione logistica su un orizzonte stabile.

L’inaugurazione del polo va letta quindi come un potenziamento della rete di rifornimento e non come una semplice operazione immobiliare. Il Gigante dispone di una base dalla quale governare ingressi di merce, preparazione delle consegne e uscite verso i negozi. Per un vettore, la differenza è pratica. Un committente con una piattaforma strutturata tende a definire slot, procedure di accettazione, requisiti documentali e standard di sicurezza più precisi.

Questa disciplina non elimina le difficoltà. Le finestre orarie vanno rispettate. I documenti di trasporto devono corrispondere al carico effettivo. Le anomalie di pallet, colli o temperatura, quando previste, richiedono una segnalazione immediata. Chi arriva con quaranta minuti di anticipo o con trenta minuti di ritardo può trovare la baia occupata. In un centro di questa scala, il problema non resta isolato al singolo veicolo. Si trasferisce sul programma delle partenze successive.

Le piattaforme lombarde di grandi dimensioni stanno aumentando anche lungo altri assi regionali. Il confronto con il polo logistico di Zalando a Stradella aiuta a capire quanto il territorio pavese sia diventato centrale per la distribuzione nazionale e per la gestione dell’e-commerce. Le attività non sono sovrapponibili, ma la pressione su strade, manodopera, spazi di sosta e capacità di trasporto riguarda entrambi i modelli.

Il dato da portare in ufficio traffico è semplice. Un centro logistico da 92.000 metri quadrati può generare volumi regolari, ma richiede una pianificazione più rigorosa della piccola consegna diretta. Il viaggio inizia dalla prenotazione della baia e non dal momento in cui il trattore esce dal piazzale.

Come la piattaforma di Bascapè cambia la logistica e la distribuzione di Il Gigante

Il valore di una piattaforma non coincide con i metri quadrati disponibili. Il valore sta nel modo in cui le merci attraversano l’edificio. Nella grande distribuzione il percorso parte dal ricevimento, passa dal controllo quantitativo e qualitativo, arriva allo stoccaggio e termina con la preparazione delle spedizioni per i punti vendita. Ogni passaggio ha tempi, responsabilità e documenti. Se uno di questi anelli rallenta, il ritardo finisce sul camion in uscita.

Il Gigante ha scelto una locazione di dodici anni per il centro logistico di Bascapè. Il dato, reso noto da AEW il 23 maggio 2024, segnala una scelta di rete che non è occasionale. Un contratto lungo permette di impostare investimenti in sistemi di movimentazione, formazione del personale, procedure di sicurezza e rapporti continuativi con i vettori. Per una piccola impresa di autotrasporto, la stabilità del sito può tradursi in giri più prevedibili. Non significa tariffe automaticamente favorevoli. Significa però che il committente può costruire standard operativi e misurare con continuità le prestazioni.

In un magazzino della GDO, il trasporto non viene gestito soltanto in chilometri. Vengono misurati il rispetto della fascia di arrivo, la conformità della merce, il tempo di permanenza, la restituzione degli imballaggi e la disponibilità del mezzo al giro successivo. Un autista può aver guidato correttamente, avere documenti in ordine e trovarsi comunque bloccato se il carico arriva con bancali non conformi o se la prenotazione non coincide con la targa registrata.

Le procedure di accesso incidono sul costo reale di ogni consegna

Il Regolamento (CE) n. 561/2006 disciplina tempi di guida, interruzioni e riposi dei conducenti che rientrano nel suo campo di applicazione. Il tempo trascorso in attesa presso un sito logistico non è un dettaglio amministrativo. Va valutato nella corretta qualificazione dell’attività registrata dal tachigrafo, secondo le condizioni effettive in cui il conducente si trova. Il conducente deve sapere se può disporre liberamente del proprio tempo oppure se resta a disposizione del datore di lavoro o del committente.

La regola pratica è non correggere il tachigrafo a memoria alla fine del turno. Se la gestione richiede annotazioni manuali o una modalità particolare, vanno effettuate nel momento corretto e secondo la situazione reale. Un controllo su strada parte dai dati registrati, non dalle spiegazioni date dopo. La responsabilità aziendale dipende dal contratto e dall’organizzazione del lavoro. Per valutazioni individuali su tempi di lavoro, contestazioni o retribuzione delle attese, serve il consulente del lavoro oppure un’associazione di categoria come FAI, CNA-Fita o Confartigianato Trasporti.

Una piattaforma ampia può ridurre le percorrenze tra fornitori, deposito e negozi. Può anche aumentare l’intensità dei picchi. Il mattino presto, le partenze per i punti vendita devono rispettare orari commerciali e vincoli di ricevimento. Nel pomeriggio entrano merci destinate alla lavorazione successiva. La pianificazione deve quindi separare le finestre di scarico da quelle di carico. Quando questa separazione manca, il piazzale diventa il primo collo di bottiglia.

Per il padroncino, una commessa di distribuzione va valutata con una scheda molto concreta. Il prezzo al viaggio non basta. Servono chilometri effettivi, pedaggi, tempi medi di attesa, numero di scarichi, rientro a vuoto, disponibilità del mezzo e vincoli di fascia oraria. Un giro da 180 chilometri con due ore ferme al deposito può rendere meno di un giro più lungo ma con baia assegnata e ritorno caricato.

  • Verificate la procedura di prenotazione prima di accettare il primo viaggio verso il centro logistico.
  • Fate indicare per iscritto l’orario di accesso, il riferimento operativo e le regole per ritardi o anticipi.
  • Controllate se sono richiesti dispositivi di protezione individuale, documenti del conducente o formazione per l’accesso.
  • Rilevate per almeno quattro settimane i tempi di attesa, distinguendo ingresso, accettazione, baia e uscita.
  • Inserite i costi improduttivi nella trattativa commerciale, perché non spariscono dalla contabilità del mezzo.

Nel sistema lombardo, la crescita dei grandi hub coinvolge anche i flussi parcel e le consegne a maggiore frequenza. L’espansione dei servizi descritta nell’analisi su Fortidia e le consegne ParcelValue mostra un mercato dove tracciabilità e velocità di smistamento cambiano la domanda di capacità. La distribuzione alimentare ha tempi propri, ma la pressione sulla puntualità è analoga.

La vera innovazione non è avere più cemento. È fare in modo che una baia, un autista, una palletiera e un documento lavorino nella stessa sequenza. Quando questa sequenza regge, il mezzo non resta fermo a consumare margine.

Innovazione ambientale e certificazione BREEAM del magazzino di Pavia

La parola innovazione viene usata spesso senza misure. Nel caso del nuovo centro logistico di Pavia, un elemento verificabile è la certificazione BREEAM New Construction Excellent, dichiarata da AEW il 23 maggio 2024. BREEAM è un protocollo internazionale di valutazione ambientale degli edifici. Esamina, tra gli altri aspetti, energia, gestione delle risorse, materiali, acqua, trasporti, rifiuti, uso del suolo e condizioni interne.

La classificazione Excellent non autorizza a dire che un edificio non abbia impatti. Un deposito di 92.000 metri quadrati genera comunque movimenti di mezzi pesanti, consumo elettrico, imballaggi, rumore e occupazione di suolo. La certificazione indica però che il progetto è stato sottoposto a criteri strutturati durante la realizzazione. Per un committente della distribuzione e per gli operatori coinvolti nella filiera, questo può avere riflessi sulla gestione dei consumi e sulla qualità degli spazi di lavoro.

Le informazioni diffuse sul progetto indicano la presenza di pannelli fotovoltaici sulla copertura dell’edificio principale. La potenza installata non è stata comunicata nei dati disponibili e non va inventata. Senza quel valore, nessuno può calcolare la quota di fabbisogno elettrico coperta dall’impianto. Il punto operativo resta chiaro. Un tetto di grandi dimensioni può ospitare produzione elettrica in sito e contribuire ad alimentare attività di illuminazione, uffici, sistemi di movimentazione o altri impianti, secondo la configurazione effettiva del complesso.

Efficienza del sito non significa soltanto minori consumi

L’efficienza logistica comprende anche la riduzione dei movimenti inutili. Un piazzale ben disegnato limita incroci pericolosi tra pedoni, carrelli, semirimorchi e veicoli leggeri. Le baie assegnate riducono manovre ripetute. I percorsi interni segnalati evitano che un autista debba cercare il reparto o la zona di attesa dopo aver superato il controllo al cancello.

La sicurezza del conducente resta un punto concreto. Il D.Lgs. 81/2008 disciplina in Italia la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Nei siti di carico e scarico, l’impresa di trasporto deve rispettare le procedure di accesso stabilite dal committente, mentre committente e operatori del sito gestiscono gli obblighi che derivano dall’organizzazione delle proprie attività. Le responsabilità cambiano in base a contratti, ruoli e circostanze. Se si verifica un infortunio o nasce una contestazione, non bastano indicazioni generali: dovete coinvolgere il consulente competente e, se necessario, l’associazione di categoria.

La scelta del veicolo deve seguire il servizio. Un autoarticolato destinato al trasferimento tra fornitori e polo di Bascapè non ha le stesse esigenze di un camion impegnato in distribuzione urbana o in consegne a più punti. Portata utile, sagoma, numero di scarichi, presenza di sponda, temperatura controllata e disponibilità di mezzi di movimentazione sono parametri da verificare prima della presa in carico. Comprare o noleggiare un veicolo senza partire dal ciclo reale di lavoro porta facilmente a costi fissi non coperti.

La stessa prudenza vale per l’alimentazione del parco. Un impianto fotovoltaico sul deposito non trasforma automaticamente una flotta diesel in una flotta elettrica. Per valutare l’adozione di mezzi a batteria servono dati di missione: chilometri giornalieri, massa trasportata, soste effettive, potenza disponibile per la ricarica, temperatura esterna e tempi di recupero. Nei giri regionali con ritorno al centro logistico, la valutazione è più concreta. Nei trasporti con turni prolungati e percorrenze variabili, il diesel o altre soluzioni restano spesso necessari.

Nel 2026, la rendicontazione ambientale lungo la filiera interessa sempre più contratti di logistica. Un vettore deve però evitare dichiarazioni generiche. Se il committente chiede dati sulle emissioni, la base di calcolo va definita: chilometri, litri, massa, tratte e criterio di attribuzione. Senza una metodologia condivisa, il numero non è comparabile. La norma ISO 14083 è un riferimento tecnico per la quantificazione e la comunicazione delle emissioni di gas serra nelle operazioni di trasporto, ma l’applicazione contrattuale va verificata caso per caso.

Un centro certificato può migliorare le condizioni di lavoro e le prestazioni energetiche, ma la sostenibilità del trasporto si misura anche fuori dal cancello. La prossima verifica riguarda dunque la rete stradale, gli accessi e le regole con cui i mezzi raggiungono Bascapè.

Trasporto stradale verso Bascapè: pianificazione, tempi di guida e accesso al centro logistico

Per arrivare a un centro logistico non basta impostare un navigatore. Il percorso scelto deve essere compatibile con massa, dimensioni del complesso veicolare, eventuali divieti locali, finestre di accesso e tempi di guida disponibili. Un errore di pianificazione fatto alle cinque del mattino può diventare un problema alle nove, quando lo slot di scarico è perso e il conducente è già vicino al limite di attività previsto dal turno.

Il sito di Bascapè serve un’area ad alta densità di domanda. Questo porta vantaggi di prossimità, ma mette anche sotto pressione gli assi di collegamento. Il responsabile traffico deve pianificare il percorso con cartografia aggiornata per veicoli pesanti e controllare le ordinanze del Comune, della Provincia di Pavia e degli enti gestori delle strade interessate. Le limitazioni per lavori, ponti, manifestazioni o ordinanze stagionali non si ricavano da una notizia letta mesi prima.

Il Regolamento (CE) n. 561/2006 stabilisce, per i conducenti soggetti alla norma, una guida giornaliera ordinaria di 9 ore, estendibile a 10 ore non più di due volte alla settimana. Dopo non più di quattro ore e trenta minuti di guida, deve essere effettuata un’interruzione di almeno 45 minuti, salvo l’uso delle frazioni consentite dalla norma. La pausa non è un margine da consumare per compensare una prenotazione fatta male. Va protetta già nella costruzione del giro.

Il tachigrafo registra attività e tempi. Dal 31 dicembre 2024, i veicoli di nuova immatricolazione impiegati nel trasporto internazionale su strada soggetto alle norme UE devono essere dotati di tachigrafo intelligente di seconda generazione, secondo il Regolamento (UE) n. 165/2014 e le scadenze del Pacchetto mobilità. Per i mezzi più vecchi impiegati nei servizi internazionali, le date di retrofit sono state fissate nel 2025. Questo centro logistico opera in Italia, ma molte imprese che lo servono alternano linee nazionali e internazionali. La flotta va quindi controllata per il suo impiego reale.

La preparazione di un viaggio verso il polo deve comprendere anche la sosta. Non è serio calcolare una pausa su una piazzola che non offre posti disponibili al momento necessario. Le aree di sosta sicure per mezzi pesanti restano limitate rispetto alla domanda in molte zone del Nord Italia. Il piano di viaggio deve indicare almeno una sosta primaria e una alternativa, tenendo conto del traffico e dell’orario della consegna.

Il contratto di trasporto deve distinguere servizio e tempi improduttivi

Quando un vettore lavora con continuità per la distribuzione, il contratto deve rendere leggibili le prestazioni. Numero di viaggi, chilometri convenzionali, fascia oraria, attese, gestione dei resi, pallet, carburante, pedaggi e penali sono voci diverse. Metterle tutte dentro un prezzo indistinto può sembrare semplice, ma rende difficile capire dove si perde margine. Il D.Lgs. 286/2005 disciplina aspetti rilevanti dell’autotrasporto di merci per conto di terzi e dei contratti di trasporto. Per la redazione o la verifica di clausole specifiche, dovete rivolgervi a un consulente legale o alle associazioni di categoria.

Un caso ricorrente sul campo riguarda il mezzo programmato per un primo scarico, poi fermo per il secondo giro perché il ricevimento slitta. Il costo non è soltanto il gasolio al minimo. Ci sono ore uomo, minore disponibilità del veicolo, rischio di spostamento della pausa obbligatoria e possibile perdita del carico di ritorno. Dopo un mese, se quei tempi non sono rilevati, l’azienda conosce il fatturato ma non la redditività della linea.

La gestione prudente richiede dati semplici e registrati con continuità. Dovete confrontare orario prenotato, arrivo al cancello, ingresso effettivo, assegnazione della baia, fine operazioni e uscita. Con questi dati potete discutere con il committente su una base verificabile. Senza rilevazione, la trattativa si riduce a impressioni.

Il centro logistico di Pavia può accorciare alcune tratte di distribuzione, ma non sostituisce la disciplina del viaggio. Il cronotachigrafo, il piano di sosta e l’orario di baia devono essere coerenti prima che il motore si avvii.

Mercato immobiliare logistico a Pavia e prospettive operative della piattaforma Il Gigante

Il progetto di Bascapè è stato completato in un mercato che AEW ha definito maturo. Nella comunicazione del 23 maggio 2024, la società indicava per l’area un tasso di vacancy del 3%. Il termine vacancy indica la quota di superfici disponibili rispetto allo stock complessivo. Un valore basso segnala che gli spazi liberi sono pochi. Non dice da solo quali saranno i canoni, né garantisce la tenuta di ogni investimento. Indica però un contesto nel quale trovare un immobile logistico nuovo e ben collocato può essere difficile.

AEW ha comunicato di avere sviluppato in Italia oltre 520.000 metri quadrati di asset logistici in più di vent’anni di attività. Il fondo Logistis opera a livello paneuropeo e il progetto di Bascapè rientra nella strategia develop-to-core, cioè nello sviluppo di immobili destinati a entrare stabilmente nel portafoglio dopo il completamento e la locazione. Il dato va letto per ciò che è: la fotografia del soggetto immobiliare e del suo investimento. Non misura direttamente la qualità del servizio reso da Il Gigante né il fatturato generato dal deposito.

Per gli autotrasportatori, la scarsità di superfici di Classe A ha una conseguenza indiretta. Le aziende della distribuzione tendono a concentrare attività in siti più grandi, tecnologicamente attrezzati e collocati vicino ai principali bacini di consumo. Questo può creare volumi più regolari per i vettori qualificati. Può anche aumentare la selezione su puntualità, tracciabilità, sicurezza e capacità di gestire picchi improvvisi.

Il confronto con altri sviluppi aiuta a evitare letture locali troppo strette. La crescita di hub dedicati al retail, all’e-commerce e alla logistica conto terzi sta modificando il lavoro del trasportatore. I giri fissi restano importanti, ma aumentano i servizi con prenotazione digitale, prova di consegna elettronica, gestione dei resi e controllo della temperatura. Chi si limita a offrire un trattore con semirimorchio rischia di essere confrontato solo sul prezzo. Chi sa fornire dati puliti e rispettare le procedure può difendere meglio la propria posizione commerciale.

Le imprese devono misurare la capacità prima di promettere servizi

Il Gigante dispone ora di un’infrastruttura di grandi dimensioni e con una durata di locazione certa. Un vettore non deve però dedurre che ogni nuovo flusso sia conveniente. Prima di candidarsi a una linea, va calcolata la capacità vera della flotta. Un mezzo può avere disponibilità sulla carta e non averla nel turno reale, perché deve rispettare manutenzione, riposi, soste, tempi di lavaggio o ritorni obbligati alla sede.

La tabella di pianificazione interna dovrebbe incrociare almeno i chilometri annui previsti, i giorni operativi, le ore di guida, le ore di servizio, i costi di pedaggio, il consumo medio e il tempo di attesa rilevato. Se una commessa richiede consegne quotidiane alle prime ore del mattino, la disponibilità del conducente non può essere costruita ignorando i riposi giornalieri e settimanali. Il Regolamento (CE) n. 561/2006 resta il riferimento da applicare quando il servizio vi rientra.

Il settore vede anche l’ingresso di nuovi poli in territori diversi. Gli sviluppi raccontati per gli hub Amazon di Catania e Parma confermano che la distribuzione cerca nodi vicini ai mercati di consumo, pur con modelli merceologici e contratti differenti rispetto alla grande distribuzione alimentare. Per l’impresa di trasporto, il criterio resta lo stesso. Bisogna leggere il capitolato, misurare il costo completo e verificare che le risorse siano sufficienti.

La piattaforma di Bascapè può produrre opportunità per trasportatori, cooperative, manutentori e fornitori di servizi. Le opportunità valide non nascono dall’annuncio di una nuova struttura. Nascono quando il servizio richiesto è compatibile con mezzi, conducenti, turni e prezzo sostenibile.

Come prepararsi a lavorare con un magazzino di grande distribuzione a Pavia

Un nuovo polo logistico cambia i percorsi della merce, ma richiede anche disciplina da parte di chi entra. I primi viaggi sono quelli in cui emergono errori semplici: targa comunicata male, prenotazione mancante, DDT non coerente con il carico, dispositivi di protezione lasciati in cabina, conducente non informato sulle regole del piazzale. In un deposito piccolo questi problemi possono essere risolti con una telefonata. In una piattaforma di 92.000 metri quadrati, il processo tende a essere più rigido.

La preparazione deve partire dal cliente o dal committente. Fatevi consegnare la procedura di accesso, gli orari, le modalità di prenotazione e i contatti da usare in caso di ritardo. Verificate se il sito richiede un numero di ordine, una lettera di vettura elettronica, una prenotazione veicolo o una registrazione preventiva dell’autista. Questi dati devono arrivare al conducente in una forma leggibile, non in una catena di messaggi confusi inviata pochi minuti prima della partenza.

Il documento di trasporto deve descrivere correttamente la merce. Quantità, colli, pallet, lotto e condizioni di consegna diventano importanti quando c’è una riserva allo scarico. Il conducente non deve firmare documenti che non può verificare né accettare annotazioni non comprese. Quando emerge una difformità, deve usare la procedura aziendale e comunicare subito con la centrale operativa. La gestione documentale non è carta inutile. È ciò che permette di ricostruire il servizio quando il committente, il vettore e il destinatario hanno versioni diverse dello stesso evento.

La formazione CQC aggiorna le competenze professionali, ma non sostituisce l’addestramento specifico richiesto da un sito. I cinque anni di validità della CQC e della carta del conducente sono scadenze diverse, da tenere separate. La carta tachigrafica del conducente ha validità di cinque anni ai sensi del Regolamento (UE) n. 165/2014. Chi scopre la scadenza il giorno prima del servizio rischia di fermare il veicolo o di creare un’irregolarità che poteva essere evitata con un controllo mensile.

La stessa attenzione vale per il mezzo. Pneumatici, luci, cinghie, porte del semirimorchio, dispositivi antincendio e pulizia del vano di carico devono essere verificati prima dell’accesso. Un rifiuto allo scarico per condizioni igieniche o per un danno visibile al mezzo genera costi e ritardi. Per merci con requisiti di temperatura, la verifica della catena del freddo deve avvenire con strumenti e registrazioni coerenti con il contratto di trasporto.

Un centro logistico moderno premia chi arriva preparato. Non perché sia più indulgente, ma perché lavora su procedure ripetibili. La puntualità non significa correre. Significa partire con un margine realistico, rispettare i limiti e sapere già dove fermarsi se il traffico modifica il piano.

Dove si trova il nuovo centro logistico di Il Gigante?

La piattaforma si trova nel Comune di Bascapè, in provincia di Pavia, a sud di Milano. Il sito è stato completato da AEW per il fondo immobiliare Logistis e utilizzato da Il Gigante per la propria rete distributiva.

Quanto è grande il magazzino di Il Gigante a Bascapè?

La superficie complessiva comunicata da AEW il 23 maggio 2024 è di 92.000 metri quadrati. Il complesso è composto da due edifici di 68.000 e 24.000 metri quadrati e da sei unità.

Quanto dura il contratto di locazione del centro logistico?

Il contratto di locazione sottoscritto da Il Gigante ha una durata di dodici anni, secondo le informazioni diffuse da AEW il 23 maggio 2024.

Quale certificazione ambientale ha il polo di Pavia?

I due edifici hanno ottenuto la certificazione BREEAM New Construction Excellent. La certificazione valuta vari aspetti ambientali del progetto edilizio, tra cui energia, risorse, materiali e gestione del sito.

Cosa deve controllare un vettore prima di consegnare al centro logistico?

Il vettore deve verificare prenotazione della baia, orario di accesso, documenti di trasporto, requisiti di sicurezza del sito, corretto uso del tachigrafo, disponibilità di soste e compatibilità del giro con i tempi di guida e riposo applicabili.