In breve
- La partnership tra Number 1 e Andriani è partita nel luglio 2024 con un accordo triennale e coinvolge i poli di Pignataro Maggiore e Modugno.
- La gestione dichiarata supera 5.000 pallet in stock e 90.000 pallet movimentati nell’arco annuale considerato.
- La distribuzione nazionale serve Grande Distribuzione, normal trade e canali specializzati, con circa 90.000 quintali annui affidati alla rete logistica.
- Le piattaforme Number 1 Online e SYNCRO puntano a migliorare pianificazione, saturazione dei carichi e riduzione dei chilometri percorsi senza merce.
- Il progetto lega cibo sano, innovazione, impatto ambientale e inclusione sociale lungo la filiera dell’alimentazione.
Una consegna nella Grande Distribuzione parte molto prima della rampa di scarico. Parte dal dato corretto di magazzino, dall’ordine disponibile, dal carico formato senza sprechi e da un viaggio con il minor numero possibile di chilometri a vuoto. La collaborazione fra Number 1 Logistic Group e Andriani si colloca proprio in questo punto della filiera, dove la qualità del prodotto deve restare coerente con le modalità con cui viene stoccato, preparato e trasportato.
I dati comunicati dalle aziende a un anno dall’avvio dell’accordo mostrano una struttura concreta. Non si parla soltanto di sostenibilità come dichiarazione generale. Ci sono due hub, volumi di pallet, espositori da riconfezionare, tratte nazionali e sistemi digitali che devono funzionare ogni giorno.
Number 1 e Andriani: come nasce una partnership per il cibo sano e la sostenibilità
La partnership tra Number 1 Logistic Group S.p.A. Società Benefit e Andriani S.p.A. Società Benefit è iniziata nel luglio 2024 con un contratto della durata di tre anni. Il dato temporale conta perché permette di leggere i primi risultati sulla base di un’attività continuativa, non di una sperimentazione breve o di una singola campagna distributiva.
Andriani opera nel comparto dell’innovation food e sviluppa prodotti destinati a un’alimentazione attenta agli ingredienti e alle esigenze dei consumatori. La sua offerta utilizza materie prime naturalmente prive di glutine, fra cui cereali integrali, legumi, verdure e superfood. In questo quadro, il cibo sano non riguarda soltanto la ricetta o l’etichetta. Riguarda anche il percorso che porta il prodotto dal sito produttivo agli scaffali.
Per chi lavora nel trasporto e nella logistica, il concetto è semplice. Se un’azienda cresce nella distribuzione, aumenta il numero degli ordini, cambiano i punti di consegna e si moltiplicano i vincoli di preparazione. Una pianificazione debole porta più viaggi parziali, attese ai piazzali, correzioni dell’ultimo momento e costi che finiscono sul conto economico della catena. Una pianificazione ben gestita aiuta invece a mantenere il servizio senza gonfiare inutilmente le percorrenze.
Number 1 porta nella collaborazione competenze di logistica integrata per il largo consumo. Andriani porta prodotti collegati ai temi della salute, dell’alimentazione inclusiva e della ricerca sulle materie prime. La compatibilità fra le due realtà deriva anche dalla forma societaria. Entrambe sono Società Benefit, quindi dichiarano nello statuto finalità di beneficio comune oltre agli obiettivi economici.
Questa qualifica non sostituisce il controllo dei risultati. Per una filiera seria, la sostenibilità va letta attraverso elementi verificabili. Un responsabile di magazzino guarda l’occupazione delle baie, la rotazione delle scorte e gli errori di preparazione. Un responsabile dei trasporti controlla saturazione del mezzo, rispetto delle finestre di scarico, percorrenze e ritorni. Chi riceve la merce verifica integrità, puntualità e conformità dell’ordine.
La partnership collega questi soggetti. Non è una semplice esternalizzazione del magazzino. È un modello nel quale il committente condivide dati e obiettivi con il gestore logistico, mentre il gestore deve tradurre quei dati in turni, mezzi, scorte, preparazioni e consegne. Il passaggio è delicato soprattutto nei prodotti destinati alla Grande Distribuzione, dove una consegna incompleta può provocare penali, fuori assortimento e nuove movimentazioni.
Il tema del biologico rientra nello stesso ragionamento, anche quando non coincide con tutta la produzione di un’azienda. Un prodotto biologico, un alimento senza glutine o una referenza a base di legumi richiedono tracciabilità coerente, cura della documentazione e gestione ordinata degli stock. La qualità percepita dal consumatore dipende anche da questi passaggi operativi, non solo dalla comunicazione sulla confezione.
Le aziende hanno descritto l’alleanza come una scelta orientata alla generazione di valore economico, sociale e ambientale. Per i trasportatori la formula ha un significato pratico. Il valore economico si misura nei viaggi organizzati bene e negli sprechi evitati. Il valore ambientale deriva dalla riduzione delle inefficienze. Quello sociale entra nella qualità del lavoro, nella sicurezza dei processi e nei progetti di inclusione collegati al territorio.
Nel mercato alimentare del 2026, il cliente professionale non può limitarsi a chiedere se una catena distributiva sia “verde”. Deve chiedere con quali strumenti vengono programmati i flussi, quali volumi vengono aggregati e quali dati restano disponibili in tempo utile. La solidità di questa collaborazione sta nella possibilità di legare l’identità del prodotto a un’organizzazione logistica misurabile.

I due hub Number 1 per Andriani tra mercato italiano e distribuzione estera
La rete operativa della partnership si basa su due poli distinti. Il primo è a Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta, ed è dedicato al mercato italiano. Il secondo è a Modugno, in provincia di Bari, ed è indicato per il mercato estero. La separazione delle funzioni consente di non trattare tutti i flussi nello stesso modo.
Un hub nazionale deve rispondere a consegne frequenti, ordini differenziati e finestre di ricevimento molto strette. Il mercato estero richiede invece una preparazione coerente con le modalità di spedizione, la documentazione e le tempistiche proprie delle destinazioni servite. Accorpare ogni operazione senza distinguere questi percorsi sarebbe un errore di impostazione.
I dati diffusi dopo il primo anno di collaborazione parlano di oltre 5.000 pallet in stock complessivamente nei due siti. Questo numero non indica soltanto spazio occupato. Rappresenta scorte da identificare, controllare, ruotare, prelevare e caricare senza compromettere la disponibilità delle referenze richieste dal mercato.
In un deposito alimentare, una differenza di inventario non è una nota amministrativa da rinviare. Può tradursi in una riga d’ordine non evasa o in una spedizione ricomposta all’ultimo momento. Quando i volumi salgono, la disciplina di ubicazione diventa decisiva. Pallet fuori posto, lotti non aggiornati o informazioni non allineate tra sistema e magazzino generano tempi morti che poi ricadono sugli autisti e sulle piattaforme di scarico.
Le movimentazioni in entrata e in uscita hanno superato 90.000 pallet nel periodo annuale comunicato. È una soglia che impone procedure ripetibili. Il ricevimento deve verificare quantità e integrità. La preparazione deve seguire gli ordini. Il carico deve rispettare compatibilità, stabilità e sequenza delle consegne. La partenza deve avvenire con documenti e dati disponibili al conducente.
| Hub logistico | Funzione dichiarata | Attività collegata |
|---|---|---|
| Pignataro Maggiore (CE) | Mercato italiano | Distribuzione nazionale verso GDO, normal trade e canali specializzati |
| Modugno (BA) | Mercato estero | Gestione dei flussi destinati alle esportazioni |
| Entrambi i poli | Gestione integrata delle scorte | Oltre 5.000 pallet in stock e oltre 90.000 pallet movimentati nel primo anno comunicato |
Il repackaging completa il lavoro di deposito. La collaborazione prevede circa 3.000 espositori annui da preparare. Un espositore non è un pallet standard. Richiede composizione corretta, stabilità, leggibilità e aderenza alle richieste commerciali del cliente finale. Se questa fase viene gestita tardi, il trasporto si trova a ritirare merce non pronta oppure unità di carico meno stabili.
La scelta di lavorare da Pignataro Maggiore per le consegne italiane ha una conseguenza precisa. Le tratte servono in particolare Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e Puglia. Sono regioni con distanze, densità distributiva e condizioni di accesso molto diverse. Un giro di consegne in Lombardia non ha lo stesso profilo di uno scarico in Puglia. Cambiano chilometri, orari, congestione, ritorni possibili e numero di punti serviti.
Per questo il trasporto non può essere valutato soltanto sul costo a viaggio. Bisogna confrontare chilometri effettivi, chilometri improduttivi, tonnellate caricate, consegne completate e tempo di attesa. Nel settore alimentare, una pianificazione che riduce una seconda partenza non produce solo minori emissioni. Evita anche un secondo accesso al magazzino, un’altra preparazione documentale e un impiego aggiuntivo di mezzi.
La logistica dei due hub tiene insieme due esigenze che spesso vengono considerate separate. Da una parte c’è la disponibilità costante di prodotti utili a una dieta varia e attenta alla salute. Dall’altra c’è la necessità di far viaggiare tali prodotti con un’organizzazione che non aggiunga costi e impatti evitabili lungo la filiera.
Trasporti Andriani e Number 1: volumi, territori serviti e controllo dei carichi
La distribuzione nazionale gestita dalla piattaforma di Pignataro Maggiore raggiunge le principali aree commerciali del Paese. I volumi dichiarati ammontano a circa 90.000 quintali all’anno, divisi in misura equivalente tra trasporto primario e trasporto secondario. Il dato va letto con attenzione. Trasporto primario e secondario svolgono funzioni diverse e richiedono organizzazioni diverse.
Il trasporto primario porta normalmente la merce verso nodi logistici, centri distributivi o piattaforme. Il trasporto secondario distribuisce verso destinazioni più frammentate, con ordini spesso minori e maggior numero di fermate. Mettere insieme i due livelli senza una regia unica porta a carichi meno efficienti e a una lettura incompleta dei costi.
La ripartizione equilibrata dei volumi mostra che la partnership lavora tanto sull’alimentazione della rete distributiva quanto sull’ultimo tratto commerciale verso punti e canali differenziati. La Grande Distribuzione richiede puntualità e rispetto delle prenotazioni. Il normal trade e il canale specializzato possono avere volumi e tempi diversi. Il piano trasporti deve tenerne conto già dalla costruzione del carico.
Un caso di terreno ricorrente nelle filiere del largo consumo riguarda il mezzo che parte correttamente saturo dal deposito, ma arriva con una sequenza di scarico sbagliata. Se la prima consegna è bloccata da pallet destinati all’ultima piattaforma, si perdono minuti, si movimentano colli inutilmente e aumenta il rischio di danno. Con più consegne nella stessa giornata, questo errore può compromettere gli appuntamenti successivi.
La qualità della pianificazione parte quindi dalla lista di carico. Il responsabile deve sapere quali pallet vanno scaricati per primi, quali espositori richiedono attenzione e quali destinazioni hanno vincoli specifici. Il conducente deve ricevere informazioni chiare prima della partenza. Una telefonata fatta quando il mezzo è già in coda non sostituisce una pianificazione fatta bene.
La sostenibilità passa dalla saturazione e dai chilometri a vuoto
Nel trasporto stradale, l’impatto ambientale non si riduce con uno slogan stampato sul semirimorchio. Si riduce quando la stessa quantità di merce viene spostata con meno viaggi, con carichi meglio aggregati e con ritorni organizzati quando disponibili. Questo è il terreno sul quale si inserisce SYNCRO, progetto sviluppato da Number 1 e sperimentato con diversi committenti.
SYNCRO punta ad aggregare i flussi primari e secondari e a pianificare carichi e viaggi in modo avanzato. Il risultato atteso è la diminuzione dei chilometri a vuoto, del numero complessivo di mezzi in circolazione e delle emissioni di CO₂ associate ai trasporti. Non sono dati da assumere in automatico senza la rendicontazione di tratte, carichi e percorrenze. Sono però indicatori concreti da monitorare.
La riduzione del vuoto non è sempre possibile. Ci sono destinazioni periferiche, finestre di consegna rigide e carichi con caratteristiche non compatibili. La differenza la fa il metodo. Se il sistema evidenzia in anticipo possibilità di abbinamento, il pianificatore può valutare l’aggregazione prima che il mezzo venga assegnato. Dopo la partenza, il margine operativo si restringe.
- Il piano di viaggio deve associare le consegne alla disponibilità reale dei pallet, non a una previsione non verificata.
- La sequenza degli scarichi deve rispettare il percorso e la disposizione fisica della merce nel vano di carico.
- Le attese di carico e scarico vanno registrate, perché incidono su produttività, turni e rispetto degli appuntamenti.
- I rientri vanno analizzati per individuare flussi compatibili, senza forzare abbinamenti che ridurrebbero la qualità del servizio.
- Le emissioni vanno collegate a chilometri, carico trasportato e numero di viaggi, non a una dichiarazione generica.
La questione interessa direttamente le imprese di autotrasporto. Un’organizzazione che consegna in modo più regolare può ridurre le attese e programmare meglio i turni dei mezzi. Il conducente non risolve un carico progettato male, ma subisce subito le conseguenze di un piano fatto in ritardo. La prevenzione comincia in ufficio e in magazzino.
La crescente attenzione ai collegamenti intermodali rafforza questo approccio. Chi valuta servizi ferroviari per alcune relazioni può approfondire il tema dell’accordo tra MSC e Italo per il trasporto ferroviario, utile per comprendere come l’integrazione fra modalità possa incidere sull’organizzazione della catena logistica.
Per Number 1 e Andriani, il punto operativo resta chiaro. La sostenibilità della distribuzione non si misura al termine del viaggio. Si costruisce prima, quando stock, ordini, mezzi e destinazioni vengono messi nello stesso piano di lavoro.
Number 1 Online e SYNCRO: innovazione digitale nella filiera del cibo sano
La componente digitale della partnership è rappresentata anche da Number 1 Online, piattaforma che integra i sistemi operativi interni e rende disponibili in tempo reale informazioni sulle consegne. In un’attività con migliaia di pallet, il dato aggiornato vale quanto una baia di carico libera. Se un ordine risulta pronto ma non lo è, il mezzo può arrivare inutilmente. Se una consegna è stata riprogrammata e l’informazione non circola, il magazzino prepara merce con una priorità sbagliata.
La visibilità dei dati non va confusa con il semplice invio di e-mail. Un sistema operativo utile consente di verificare stato dell’ordine, disponibilità, avanzamento della preparazione, assegnazione del trasporto e consegna. Ogni anello deve lavorare sulla stessa informazione. Quando commerciale, deposito e trasporti consultano numeri differenti, il problema non è tecnologico. È organizzativo.
In una supply chain legata al cibo sano, questa precisione assume un valore ulteriore. Prodotti a base di legumi, cereali integrali o ingredienti naturalmente senza glutine entrano in assortimenti specifici. La disponibilità a scaffale è collegata alle aspettative dei consumatori e ai programmi dei clienti commerciali. Un ritardo può togliere continuità a una referenza richiesta, mentre una sovrastima dello stock può generare lavorazioni inutili.
La piattaforma permette una pianificazione più ordinata delle risorse di magazzino. Questo significa definire con anticipo personale, aree di stoccaggio, attrezzature e finestre di carico. Nei periodi di maggiore pressione distributiva, il vantaggio non consiste nell’accelerare senza controllo. Consiste nel non dover correggere continuamente decisioni prese su dati incompleti.
Dati condivisi, responsabilità chiare e verifica delle prestazioni
La trasformazione digitale porta risultati quando ciascuno sa quale informazione deve alimentare e quale decisione deve prendere. Il magazzino aggiorna l’avanzamento fisico. Il trasporto conferma assegnazioni e anomalie. Il committente riceve dati utili per programmazione commerciale e produzione. Se manca un passaggio, la catena conserva una zona d’ombra.
Le aziende possono utilizzare indicatori semplici ma concreti. Il primo è il livello di servizio, cioè la quota di ordini consegnati completi e nel giorno concordato. Il secondo riguarda le anomalie di preparazione. Il terzo misura i chilometri a vuoto o le tratte effettuate con saturazione insufficiente. Il quarto osserva tempi di attesa e tempi di ciclo del mezzo.
Questi dati non devono diventare un alibi per scaricare responsabilità sul conducente. Il trasportatore può segnalare un accesso bloccato, un’indisponibilità del destinatario o una variazione di percorso. Non può correggere da solo errori di disponibilità, una prenotazione sbagliata o un carico composto senza criterio. Una governance seria distingue le cause e registra gli eventi.
Il settore sta inoltre cambiando il modo di gestire costi e rifornimenti. Una carta carburante, per esempio, va valutata considerando canone, rete, controllo delle transazioni e procedure di fatturazione, non soltanto lo sconto dichiarato. Le imprese che stanno rivedendo questi strumenti possono verificare le novità legate all’addio alla Esso Card e confrontarle con la propria organizzazione amministrativa.
Nel caso della partnership tra Number 1 e Andriani, la tecnologia non sostituisce il lavoro operativo. Lo rende più leggibile. Un addetto che riceve una variazione in tempo utile può ripianificare la preparazione. Un responsabile trasporti che vede l’ordine consolidato può cercare un abbinamento di carico. Un cliente che segue l’avanzamento può gestire meglio la disponibilità nel proprio punto vendita.
Il vantaggio per ambiente e salute deriva da una catena meno dispersiva. Meno movimenti correttivi significano meno attività che non aggiungono valore al prodotto. L’innovazione, in questo caso, serve quando collega il dato digitale alla decisione fisica sul pallet, sul camion e sullo scaffale.
Andriani, impatto sociale e ambiente: una logistica sostenibile oltre le emissioni
La partnership non si limita alla riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti. Le aziende hanno collegato il progetto anche a trasparenza, governance etica e inclusione sociale. Il riferimento concreto è la visita del team Andriani ad Associazione Next, realtà con cui Number 1 collabora in iniziative di inclusione attraverso il lavoro.
Questo aspetto va trattato con rigore. Un progetto sociale non compensa automaticamente inefficienze operative o emissioni elevate. È un elemento diverso, che deve avere obiettivi, persone coinvolte, attività reali e continuità nel tempo. Quando è collegato al lavoro, deve rispettare ruoli, formazione, sicurezza e dignità delle persone, senza trasformare l’inclusione in una campagna d’immagine.
La logistica può generare opportunità concrete perché comprende attività differenti. Ci sono mansioni di supporto al magazzino, controllo, preparazione, gestione documentale e servizi collegati. Ogni inserimento richiede un percorso adeguato alla persona e all’ambiente di lavoro. Nei siti dove circolano carrelli, mezzi pesanti e pallet, la sicurezza non può essere ridotta a un dettaglio.
Per i responsabili aziendali, parlare di sostenibilità significa quindi guardare almeno tre livelli. Il primo riguarda l’ambiente, con percorrenze, carichi e consumi. Il secondo riguarda la qualità della filiera, con tracciabilità, affidabilità del servizio e riduzione degli sprechi. Il terzo riguarda le relazioni con lavoratori, territori, fornitori e destinatari finali.
Andriani collega il proprio sviluppo alla transizione alimentare, alla salute e a prodotti costruiti con materie prime innovative. Il consumatore che sceglie una pasta di legumi o un alimento naturalmente privo di glutine cerca spesso una risposta a esigenze personali, dietetiche o di gusto. L’azienda deve garantire coerenza tra questa promessa e le pratiche con cui organizza produzione e distribuzione.
La parola biologico viene spesso impiegata in modo ampio nel dibattito sull’alimentazione. Nel lavoro professionale va invece usata con precisione. La certificazione biologica riguarda prodotti e filiere che rispettano requisiti specifici. Non è sinonimo automatico di salutare, sostenibile o privo di glutine. Anche qui la trasparenza protegge il cliente, il distributore e il produttore da messaggi impropri.
La relazione sulla gestione di sostenibilità di Andriani indica un rating ESG AA e uno score di 75,8, con una crescita dichiarata di 1,9 punti rispetto al periodo precedente. Il dato va attribuito alla rendicontazione dell’azienda e alla metodologia del soggetto valutatore. Per chi legge un rating ESG, la domanda corretta non è se la sigla suoni positiva. Bisogna verificare perimetro, anno di riferimento, criteri di calcolo e indicatori utilizzati.
Questo metodo è utile anche per valutare i risultati logistici. Dire che diminuiscono le emissioni richiede una base comparabile. Servono periodo di osservazione, quantità movimentate, chilometri, tipologia dei mezzi e criterio di calcolo. Solo così una dichiarazione ambientale può diventare uno strumento di gestione e non una frase generica.
Nel trasporto su strada, chi guida vede il risultato delle decisioni prese a monte. Vede il carico pronto o incompleto. Vede il piazzale congestionato o ordinato. Vede il giro costruito con criterio oppure con consegne aggiunte all’ultimo minuto. La partnership tra Number 1 e Andriani mette al centro proprio questa responsabilità condivisa, dalla formulazione del prodotto fino al suo arrivo nei canali distributivi.
Le aziende che intendono applicare un modello simile devono partire dai dati disponibili, definire responsabilità misurabili e coinvolgere i fornitori nella pianificazione. L’ambiente migliora quando diminuiscono le inefficienze. La salute del consumatore viene rispettata quando il prodotto resta disponibile e correttamente gestito. Il valore sociale prende forma quando l’organizzazione del lavoro crea condizioni concrete di partecipazione.
Quando è iniziata la partnership tra Number 1 e Andriani?
La collaborazione è iniziata nel luglio 2024 con un contratto triennale tra Number 1 Logistic Group S.p.A. Società Benefit e Andriani S.p.A. Società Benefit.
Quali hub logistici sono coinvolti nella gestione Andriani?
I poli indicati sono Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta, per il mercato italiano e Modugno, in provincia di Bari, per i flussi destinati al mercato estero.
Quali volumi sono stati comunicati per il primo anno di collaborazione?
Le aziende hanno indicato oltre 5.000 pallet in stock, oltre 90.000 pallet movimentati, circa 3.000 espositori annui gestiti in repackaging e circa 90.000 quintali annui distribuiti sul mercato nazionale.
Che cosa fa il progetto SYNCRO di Number 1?
SYNCRO pianifica e aggrega i flussi di trasporto primari e secondari per limitare i chilometri a vuoto, migliorare la saturazione dei carichi e ridurre il numero di mezzi necessari a parità di servizio.
Perché la digitalizzazione è utile nella logistica del cibo sano?
La disponibilità in tempo reale delle informazioni su stock, ordini e consegne aiuta magazzino, trasporti e committente a programmare risorse e partenze con meno errori e minori movimentazioni correttive.