By: AVV. ROBERTO SPOSATO
12/10/2018
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Una recentissima sentenza della Cassazione Penale (n. 508 del 17 maggio 2016) formula un importante principio di diritto relativamente all’attività che pone in essere l’autotrasportatore il quale si rapporta con organi della pubblica autorità.
In particolare, i Giudici del Palazzaccio hanno evidenziato che va prosciolto il conducente di un camion, nella ipotesi di reato di cui all’art. 650 codice penale (rubricato “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”, il quale dispone che “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene,, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a duecentosei euro), nei casi in cui vi siano ragioni obiettive e circostanziali che ammettono una prevalenza della mission del trasporto rispetto alla corretta osservanza delle disposizioni impartite dalla P.A.
La Suprema Corte ha così statuito: “nel caso di specie, l’applicabilità dell’esimente in favore del ricorrente discende dall’emergenze processuali e da una corretta valutazione del fatto contestato a….., che consentivano di ritenere sussistenti i presupposti soggettivi ed oggettivi richiamati dall’art. 131 bis cod. pen., in conseguenza del modesto disvalore e della natura occasionale della condotta. Su entrambi tali profili valutativi, la sentenza impugnata si soffermava in termini eccepibili….evidenziando come l’imputato non era nelle condizioni materiali di eseguire l’ordine di allontanarsi immediatamente dall’autostrada… - che gli era stato impartito dagli agenti della Polizia Stradale che lo avevano sottoposto a controllo – in quanto le condizioni del suo mezzo non gli consentivano di percorrere l’itinerario alternativo impostogli. Nel passaggio motivazionale richiamato, in particolare, il Tribunale di Livorno affermava che l’imputato non aveva ottemperato all’ordine ricevuto “temendo che il suo mezzo non fosse in grado di percorrere l’….sulla strada statale e sosteneva che nessuna merce poteva essere scaricata perché tutto doveva essere portato in….”…questo percorso argomentativo….deve ritenersi idoneo a consentire l’applicazione dell’art. 131 bis cod. pen.”.
In virtù di questa posizione, i giudici hanno, pertanto, prosciolto l’autotrasportatore sulla base dell’operatività della esimente prevista dall’art. 131 bis codice penale la quale esclude la punibilità di una data condotta, penalmente rilevante, per particolare tenuità ed esiguità del fatto.
In allegato la sentenza n. 508 del 2016 della Cassazione Penale.

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