By: Avv. Michela Cherubin
12/10/2018
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Come stabilisce l'art. 1 del D. Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 gennaio scorso a seguito del massiccio intervento di depenalizzazione operato dal Governo, tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell'ammenda (e, quindi,  una pena pecuniaria), non costituiscono più reato e verranno perseguite con la sola sanzione amministrativa.

Tra queste ipotesi rientra anche il reato di guida senza patente, che fino ad ora era punito dall'art. 116, co. 15, Codice della Strada, con la sanzione penale dell'ammenda da € 2.257 a € 9.032.

A partire dal prossimo 6 febbraio (data di entrata in vigore delle nuove disposizioni), invece, il conducente colto alla guida del veicolo senza patente verrà sanzionato con una sanzione amministrativa compresa tra € 5.000 ed € 30.000.

Rimane, invece, invariata la previsione della sanzione penale dell'arresto nel caso di recidiva nel biennio, ovvero qualora il conducente sia colto nuovamente alla guida senza patente nell'arco di due anni dalla prima infrazione.

Come chiarito da una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la depenalizzazione opererà esclusivamente nei confronti di coloro che conducano veicoli senza aver mai conseguito la patente di guida; la guida con patente conseguita ma, ad esempio, dimenticata, costituisce già oggi  un'ipotesi di mera sanzione amministrativa.

Le nuove sanzioni si applicheranno anche ai procedimenti attualmente in corso, in quanto il fatto non è più previsto dalla legge come reato, mentre per i procedimenti che devono ancora iniziare la notizia non dovrà più essere trasmessa alle autorità giudiziarie ma all'organo amministrativo competente a emanare la sanzione.

Sicuramente l'intervenuta depenalizzazione assicura una più efficace azione punitiva: infatti si prevede che la sanzione sia irrogata nell'immediatezza del fatto e pagata entro 60 giorni; in precedenza, invece, l'obbligatorio inoltro della notizia di reato alle autorità giudiziarie e l'eccessivo carico pendente dei tribunali favoriva, in un certo modo, la prescrizione di tali reati.

Punto di forza della novella è, quindi, la garanzia di una maggiore certezza della sanzione e di un rafforzamento della sicurezza nella circolazione stradale.

Tuttavia, non si può non notare come tale intervento risulti totalmente in antitesi rispetto al recentissimo disegno di legge volto all'introduzione dei reati di omicidio e lesioni stradali, che qualifica, invece, come circostanza aggravante l'aver causato la morte o le lesioni commesse da persona non munita di patente di guida.
 
 
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