By: AVV. MICHELA CHERUBIN
12/10/2018
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Il 29 gennaio 2016 si è tenuto presso lo Studio Legale Callipari di Verona il primo incontro organizzato dal Centro Studi Europeo dell’Autotrasporto. Il tema trattato è stato quello, molto sentito, della c.d. filiera dell’autotrasporto, con particolare attenzione ai soggetti che ne fanno parte e alle loro responsabilità in base a quanto previsto dal d. lgs. 285/2005
L'evento, svoltosi in forma di tavola rotonda, ha visto come relatore principale il Prof. Avv. Maurizio Riguzzi, ordinario di diritto dei trasporti, con la partecipazione del dott. Claudio Carrano della società Infogestweb s.r.l. e dell’avv. Roberto Sposato.
Nella prima parte dell’incontro il Prof. Riguzzi ha analizzato due principali argomenti, che, nello sviluppo della mattinata, si sono arricchiti del prezioso contributo delle imprese che vi hanno partecipato:
  • I soggetti della filiera, richiamati dall'art. 2 del d. lgs. 286/2005, che chiarisce e distingue i ruoli di vettore, committente, caricatore, proprietario della merce e di sub-vettore;
  • La responsabilità dei soggetti della filiera e le sanzioni previste dall’art. 7 del d. lgs. 286/2005.
I punti emersi, in sintesi, sono i seguenti:
-Il committente, il caricatore e il proprietario hanno l’onere di verificare la regolarità dell'iscrizione del vettore all'albo nazionale degli autotrasportatori, che è condizione necessaria per l'esercizio dell'attività di autotrasporto di cose per conto terzi. In mancanza, tali soggetti potranno trovarsi a rispondere in solido con lo stesso vettore.  
-Qualora il conducente del veicolo abbia violato le norme in materia di circolazione stradale, è possibile che rispondano in solido della violazione anche il vettore, il committente, il caricatore e il proprietario della merce nei casi in cui non abbiano fornito adeguate istruzioni, inerenti le modalità della prestazione di trasporto, rispettose delle predette norme. Nel corso della discussione è stata individuata anche la tipologia di documentazione con la quale tali istruzioni possono essere comprovate agli organi di polizia.
-Si è poi esaminata la questione relativa al controllo della regolarità contributiva, previdenziale e retributiva del vettore, così come modificato a seguito dell'emanazione della Legge Finanziaria del 2015, che ha sostituito la richiesta del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) prevedendo l’onere per il committente di accedere, prima della stipula del contratto di trasporto, al portale del Comitato Centrale per l'Albo degli Autotrasportatori, per verificare tale regolarità; in caso contrario, il committente potrebbe trovarsi a rispondere in solido con il vettore per l'inadempimento degli obblighi contributivi, previdenziali e retributivi.
In caso, invece, di contratto non scritto e non preceduto dagli accertamenti di cui sopra, la responsabilità solidale del committente si estenderebbe anche alle obbligazioni fiscali ed alle violazioni del Codice della Strada ascrivibili al vettore.
  • Quanto al contratto di subvezione, si è affrontato, in particolare, il tema delle subvezioni successive alla prima, vietate dal comma 3 dell'art. 6 ter del D. Lgs. 286/2005. La tematica, inoltre, ha offerto spunto per un esame dell'azione diretta del sub-vettore nel confronti del committente per il pagamento del corrispettivo, come previsto dal successivo art. 7 ter.
La seconda parte dell'incontro si è arricchita del contributo delle imprese di trasporto partecipanti che, attraverso domande e interventi, hanno permesso di aprire il dibattito su alcune importanti questioni e di elaborare alcune proposte che saranno sicuramente oggetto di approfondimento da parte del Centro Studi europeo dell’Autotrasporto. In effetti, i partecipanti hanno dimostrato un forte interesse anche in vista delle prospettive emerse all’esito dell’incontro.
La discussione ha fatto emergere in modo particolare alcuni temi e alcune esigenze:
•          una maggiore aggregazione fra chi opera nel trasporto consentirebbe di sfruttare la complementarietà fra le tante realtà aziendali, superandone il limite dimensionale che le caratterizza;
•          la collaborazione e la trasparenza fra chi opera nel trasporto e chi lo controlla, passando per una più adeguata conoscenza delle norme che regolano il settore, possono garantire un miglior funzionamento del settore, anche grazie ad azioni di contrasto ai vettori che operano in regime di concorrenza sleale, ma anche a certa committenza che ne favorisce l'esistenza.
E' partendo da queste esigenze che proseguirà l’attività del CSE, anche con l'intento di mettere a punto soluzioni e proposte concrete e nella certezza che sia la strada più corretta per promuovere e dare impulso a uno dei settori portanti della nostra economia, che tanto può influire sul benessere sociale del sistema paese.
L'incontro, in conclusione, ha confermato la natura e l’efficacia del Centro Studi Europeo dell’Autotrasporto come luogo attivo di confronto e dibattito esteso e aperto a tutti gli operatori del settore, chiamati a offrire il loro prezioso contributo. Come evidenziato dall’avv. Natale Callipari, fondatore del CSE, nella lettera di presentazione consegnata a tutti i partecipanti, il CSE promuove la condivisione della conoscenza e si arricchisce anche del contributo che gli operatori del settore sono in grado di offrire.
Anche Claudio Carrano, partner del CSE insieme all’avv. Callipari, ha evidenziato questo concetto e ha precisato che “la conoscenza è patrimonio comune e deve essere condivisa senza limitazioni, mentre chi la divulga e la applica è necessario che abbia titolo e capacità professionali per farlo”.
 
Studio Legale Callipari - Riproduzione Riservata

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